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I 150 anni dell'Unità d'Italia:
Itinerari Guidati a Verona

In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, le guide turistiche di Verona propongono una serie di itinerari alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano a Verona. Possono diventare un interessante strumento didattico per una scolaresca che voglia approfondire gli argomenti legati all'Unità d'Italia con un gita a Verona o per un gruppo organizzato alla ricerca di un itinerario alternativo.

Il Congresso di Verona

congresso di verona

Il Congresso di Verona in una vignetta satirica dell'epoca.

Dopo la caduta di Napoleone e il successivo Congresso di Vienna, Verona, grazie alle sua posizione strategica al centro del nord Italia e allo sbocco della Val d'Adige naturale collegamento tra l'Austria e l'Italia, si trovò ad essere il fulcro dei possedimenti austriaci nel nord est della penisola: il Lombardo-Veneto.
A sancire questa posizione preminente, nel 1822 venne organizzato, proprio a Verona, un congresso che raccolse rappresentanti di quasi tutti i paesi europei. Il Congresso di Verona si prefiggeva di trattare alcuni problemi europei quali la tratta degli schiavi e la rivoluzione in Grecia e Spagna, ma lo scopo reale era quello di sancire lo status-quo pre-napoleonico e la posizione austriaca nel nord Italia.
Gli austriaci erano a Verona per restarci, e sentendosi sicuri con le garanzie di pace che dava la Santa Alleanza, si limitarono soltanto a resturare e ad apportare qualche miglioramento alle difese preesistenti che erano state danneggiate dai napoleonici.

Le Fortificazioni

Fu solo dopo la rivoluzione del 1830 in Francia e le ripercussioni che ebbe anche in altri stati europei per il risveglio liberale che a capo dei possedimenti asburgici in Italia fu inviato il maresciallo Radetzky sotto il cui comando la forza in armi avrebbe dovuto raggiungere i 120.000 uomini.

Al seguito del maresciallo Radetzky giunse a Verona un nutrito gruppo di ufficiali del genio con a capo il generale Franz von Scholl, geniale ingegnere militare cui fu affidato il compito di approntare un nuovo sistema difensivo della piazza di Verona per farne un inespugnabile caposaldo contro ogni tentativo di invasione, principalmente da ovest e da sud. Von Scholl e i suoi uomini si misero da subito a progettare e costruire: fortificazioni, infrastrutture, caserme, edifici logistici, ecc.

Il Progetto del von Scholl

forte austriaco verona

Vennero inizialmente restaurate e dotate di bastioni pentagonali più moderni le mura Sanmicheliane di epoca veneziana danneggiate dai francesi. Vennero realizzati muri alla Carnot e un terrapieno con poterne di collegamento che doveva andare ad assorbire l'impatto di artiglierie sempre più potenti.
Nel piano generale ideato e tracciato dal von Scholl tuttavia, un ruolo sempre più importante dovevano assumere le fortificazioni esterne. La piazza militare di Verona, secondo gli intendimenti dello Stato Maggiore austriaco, non doveva semplicemente rappresentare una fortezza atta a racchiudere fra le sue mura una guarnigione con scopi difensivi. Verona, assieme a Peschiera, Mantova e Legnago doveva invece diventare il principale dei quattro capisaldi del Quadrilatero, destinato a operare anche offensivamente per difendere il Regno Lombardo-Veneto da poco conquistato. Furono progettate e iniziarono ad essere costruite quindi le prime opere staccate, preludio del "campo trincerato".
Tra il 1837 e il 1844 venivano progettate e costruite sulle colline a sinistra dell'Adige le prime opere staccate: il fortino della Biondella, le quattro Torri Massimiliane, i forti San Leonardo, San Mattia e Santa Sofia. Tale è stato il mutamento al paesaggio veronese causato da queste opere che da allora, proprio per abbondanza di edifici militari, le colline di Verona sono ancora chiamate le Torricelle.

torre massimiliana

In una fotografia d'epoca na delle torri Massimiliane realizzate sulle colline a nord di Verona che da allora vennero rinominate proprio "Torricelle".

Il piano del von Scholl era ben più articolato e prevedeva già in questa prima fase l'estensione della cinta fortificata per mezzo di forti, da Verona verso il lago di Garda. Tuttavia il Radetzky ritenne che l'ampio e semicircolare spalto naturale che accerchiava Verona dalla parte della pianura, costituisse una naturale e valida linea difenisva sufficientemente battuta dalle artiglierie della cinta cittadina e si oppose, anche per il costo che l'opera avrebbe avuto, al completamente del progetto.

Le mura austriache di Verona, sono parte degli itinerari guidati organizzati dalle guide turistiche in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Buona parte della cinta difensiva a sud e a nord di Verona è parte del tour generale nella Verona austriaca mentre nell'itinerario guidato specifico sulle fortificazione vengono analizzate nei dettagli strutturali e funzionali le strutture difensive comprese tra Porta Nuova e Porta Palio.

Gli Interventi post 1848

Radetzky dovette sicuramente rimproverarsi e rimpiangere la sua scelta quando nel maggio del 1848, durante la Prima Guerra di Indipendenza, i piemontesi di Carlo Alberto giunsero a soli 1300 metri dalla cinta bastionata di Verona, a Santa Lucia. La presa di Peschiera nel maggio 1848 da parte dei piemontesi e la facilità e rapidità con cui le truppe sarde erano giunte nel settore nord fin quasi a Rivoli, minacciando quindi anche una possibile ritirate nella val d'Adige in caso di sconfitta avevano convinto il maresciallo della necessità di dotarsi di un più efficace sistema difensiva.
Subito dopo questa battaglia Radetzky decise di dare piena e rapida esecuzione al piano che von Scholl, venuto nel frattempo a mancare e sepolto nel Cimitero Monumentale di Verona, aveva già elaborato ma che rimaneva "nei cassetti" dell'amministrazione asburgica.

Truppe austriache in esercitazione all'interno di un forte. Da una foto del 1866.

Dal 1848 al 1859 una massiccia campagna di costruzione interessò il veronese, dando così piena esecuzione al grande campo trincerato di Verona. 12 furono i forti costruiti per questa prima cerchia difensiva di Verona: forte Chievo, Croce Bianca, Spianata, San Zeno, Santa Lucia, Fenilon, San Massimo, Palio, Porta Nuova, Tombetta, Santa Caterina, San Michele.
Oggi purtroppo molti sono andati distrutti ma alcuni sono ancora visitabili assieme a buona parte della cinta muraria cittadina.

La Seconda Cerchia di Forti

Con il 1859, il generale piemontese Giovanni Cavalli ideò e sperimentò un nuovo tipo di cannone con la canna rigata. La nuova arma aveva una gittata che poteva raggiungere per i pezzi più grossi i 5200 metri, e un potere dirompente superiore e fu ben presto adottato dagli eserciti di tutti gli stati. Le nuove artiglierie avevano reso nel giro di un decennio, il moderno sistema difensivo del von Scholl obsoleto anche perché gli eserciti, con l'introduzione della coscrizione avevano iniziato ad aumentare considerevolmente di dimensioni.

Il forte di Rivoli.

La costruzione della nuova cerchia di forti a una distanza minima di 4 chilometri dalle mura di Verona, resasi dunque necessaria per tenere a debita distanza l'artiglieria piemontese, fu affidata la colonnello del genio austriaco Andreas Tunkler von Treuimfeld.
La zona pianeggiante a sud-ovest da Verona fino a Peschiera, veniva così ad essere un formidabile e inespugnabile ragnatela di forti che infatti si rivelarono efficaci nel respingere l'attacco piemontese nella terza guerra di indipendenza.

Le Caserme e gli Edifici Amministrativi

Questo complesso difensivo permanente della piazza militare di Verona con la sua guarnigione stabile di oltre 20.000 uomini e 6.000 quadrupedi, aveva reso necessario un adeguato apparato logistico. Parallelamente alle opere fortificate si resero quindi necessari entro la piazza una serie di fabbricati, stabilimenti e impianti che fungevano da sostegno alla truppa.

Gli ufficiali del genio militare austriaco in una foto dell'epoca.

Oltre alle numerose strade militari, le infrastrutture comprendevano gli edifici per i comandi e gli uffici, le caserme, l'ospedale, l'arsenale, il tribunale con le carceri militari, il panificio con i depositi granari e il mulino, magazzini e opifici vari, i servizi di collegamento e trasporto militare.
Sede del comando militare sovrainteso dal feldmaresciallo Radetzky era Palazzo Carli, compreso tra Castelvecchio e piazza Bra dove ha tuttora sede un alto comando militare.
Gli ufficiali del Governo risiedevano invece nel convento di Sant'Eufemia.
Il comando delle truppe del Lombardo Veneto aveva sede nel palazzo Allegri, un bell'edificio con finestre venete e un ricco portale rinascimentale.
Il Comando di Verona città e fortezza da cui dipendevano la guarnigione e le opere di fortificazione trovò la sua sede nella Gran Guardia Nuova, in piazza Bra, progettato in un austero stile neoclassico dal veronese Giuseppe Barbieri e che oggi, col nome di palazzo Barbieri è diventato il municipio di Verona.
Le truppe austriache di occupazione avevano i loro alloggiamenti in vari punti della città. Si conserva in alcuni elementi originali solo una grande caserma utilizzata fino a pochi anni fa dall'esercito italiano e ora in abbandono sulla sinistra dell'Adige nei pressi di ponte Catena e dei bastioni di Spagna.

La caserma austriaca di ponte Catena.

Lo stesso Castelvecchio, oltre che come tribunale e carcere militare, fu anche adibito ad accasermamento di truppe. Sul mastio del castello erano state adibite delle apparecchiature telegrafiche e un sistema di segnalazioni ottiche con i forti della collina e della pianura. Nonostante la capienza dei vari alloggiamenti, il continuo ampliamento della piazzaforte e della guarnigione di stanza a Verona, rese necessaria la costruzione di altri due complessi. Il primo a sinistra dell'Adige, ancora impone la sua sagoma addolcita dai cipressi sul colle a ridosso del centro storico dove sorge il teatro romano: Castel San Pietro, edificato tra il 1854 e il 1856.

Castel San Pietro impone la sua presenza sulla collina a ridosso dell'Adige. I lavori per riportare alla luce il Teatro Romano non sono ancora iniziati.

La posizione aveva funzioni sia logistiche poiché vicino ai forti delle Torricelle, sia psicologiche in quanto imponeva la sua massiccia presenza sulla città, e le bocche da fuoco montate sul piazzale antistante erano un perenne monito ai veronesi. L'altro complesso fu costruito nella zona detta Campone a nord est del bastione di SS. Trinità, chiamato poi Caserma Mastino e oggi diventato il tribunale di Verona.
Addossato alla chiesa di San Tommaso venne costruito il severo edificio, quasi un fortilizio in stile gemanico, che ospitava il tribunale austriaco. In esso si compì l'inflessibile e spesso crudele repressione austriaca nei confronti della montante insofferenza della popolazione al pesante giogo asburgico.

La maggior parte degli edifici militari austriaci esistono ancora a Verona e restaurati sono spesso stati adibiti ad altre funzioni. La visita a molti di loro è inserita sia nel tour guidato generale nelle Verona austriaca, sia nel tour più specifico focalizzato sui luoghi del potere austriaco a Verona.

L'Arsenale, l'Ospedale, il Panificio

Dove tuttavia l'architettura militare austriaca si espresse ai masimi livelli sia sotto l'aspetto tecnico sia dal punto di vista estetico, caratterizzato da un particolare eclettismo stilistico tipico dell'800, fu nella realizzazione degli stabilimenti ed opifici che dovevano rifornire la piazzaforte: l'arsenale, il panificio e l'ospedale militare. L'arsenale fu costruito nel grande spiazzo detto della Campagnola che si trovava sulla riva sinistra dell'Adige, oltre il ponte di Castelvecchio. Lo stile scelto fu il cosiddetto neoromanico che lo rese simile a un castello medievale. All'interno dell'area trovavano posto 10 fabbricati in cui erano ricavati magazzini e laboratori per la manutenzione e riparazione dell'armamento, degli affusti e dei carri. Vi era anche un reparto per la fonderia anche se apparentemente non fu mai utilizzato.

L'arsenale di Verona.

L'Arsenale è stato da poco ceduto al Comune di Verona e sebbene ancora in stato di semi-abbandono è visitabile liberamente.
Per rifornire di cibo un numero crescente di militari di stanza a Verona venne realizzato un grande complesso dotato di deposito e molitura del grano, per la confezione e cottura del pane. Il complesso fu costruito a sinistra dell'Adige verso porta Vescovo, nei pressi del luogo dove sorgeva la chiesa scaligera di Santa Marta da cui prese il nome. Il risultato fu un maestoso edificio in stile neogotico progettato seconto i più moderni prinicipi dell'architettura tecnica e della tecnologia dell'epoca.

Il panificio austriaco Santa Marta in appena completato in una fotografia d'epoca.

Con sili per lo stoccaggio dei cereali, un moderno mulino a vapore della potenza di 45 cavalli in grado di macinare 200 quintali di grano in 24 ore e 14 forni a fuoco continuo era in grado di sfornare 52.000 razioni di pane e 20 quintali di galletta biscottata al giorno. Il panificio Santa Marta è rimasto in funzione anche durante le due ultime guerre per essere solo recentemente smilitarizzato. E' ora in fase di restauro.
Con l'ingrandimento della guarnigione di Verona e delle altre della regione che facevano capo alla città scaligera, venne anche realizzato un grande ed efficiente ospedale militare nei pressi di Porta Palio. La facciata principale è in stile neoclassico con colonnato gigante. L'opera fu disegnata secondo gli allora moderni schemi di architettura ospedaliera, con ampie corsie, luminose e arieggiate, sale operatorie, adeguate rampe per le barelle, ecc. L'ospedale disponeva di 1.000 letti, un numero considervole per l'epoca ma che si rivelò del tutto insufficiente durante la guerra del 1866.

L'ospedale militare e l'arsenale sono inseriti sia nel tour generale nella Verona asburgica dove vengono visti esternamente sia nell'itinerario guidato ai luoghi del potere dove l'arsenale viene visitato anche all'interno.

Per qualsiasi domanda o informazioni più dettagliate sulle visite guidate organizzate dalle guide turistiche di Verona in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, o per prenotare uno degli itinerari guidati proposti, scrivete a:

didattica@veronissima.com

 



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