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I 150 anni dell'Unità d'Italia:
Itinerari Guidati ai luoghi del Risorgimento nel Nord Est

In occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, le guide turistiche di Verona propongono una serie di itinerari guidati alla scoperta dei luoghi e delle vicende legate al Risorgimento italiano nei territori di Verona, Mantova e a sud del lago di Garda: Custoza e San Martino e Solferino.

Il Lombardo-Veneto fu infatti interessato da una serie di movimenti e guerre nel periodo che porta alla proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861 e oltre, fino al 1866 con l'annessione del Veneto al neonato Regno di Vittorio Emanuele II.

Le visite guidate ai luoghi del Risorgimento, a Verona, a Mantova e nei territori limitrofi, proposte dalle guide turistiche di Verona, possono essere una valida proposta didattica per una gita scolastica per quelle classi che stiano affrontando le tematiche dell'Unità d'Italia. Possono altresì diventare un'interessante proposta per una gita di una o più giornate per gruppi di adulti interessati ad approfondire le medesime tematiche in occasione delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia.

Verona negli anni del Risorgimento

Castel San Pietro, la caserma austriaca costruita sull'omonimo colle. Con la sua austera e massiccia presenza a ridosso della città, fu uno dei simboli più evidenti della dominazione asburgica a Verona tanto che dopo l'unificazione lo si volle nascodere con abbondanti cipressi.

Con il Congresso di Vienna e il riassetto dei territori della penisola che seguì la caduta di Napoleone nel 1814, il Lombardo-Veneto venne a trovarsi sotto il dominio dell'Impero Austroungarico. Fulcro dei possedimenti asburgici in nord Italia venne ad essere Verona, strategicamente posizionata al centro di questo territorio e allo sbocco della val d'Adige, il naturale collegamento con l'Austria.
Negli anni successivi l'importanza e rilevanza strategica della Verona asburgica andò incrementando ulteriormente. La città, assieme a Peschiera, Mantova e Legnago divenne il vertice più importante del sistema difensivo denominato il quadrilatero e con un arsenale, un immenso panificio, caserme e centri di comando fu il principale supporto logistico alle guerre che si combatterono a sud del lago di Garda.

Numerosissime sono le tematiche che possono essere approfondite con le visite guidate alla Verona asburgica e risorgimentale realizzati dalle guide turistiche di Verona in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Le fortificazioni austriache di Verona, i palazzi del potere asburgico a Verona, gli edifici e i complessi logistici dell'esercito austriaco.

La Prima Guerra d'Indipendenza

memoriale custoza

Il memoriale e l'ossario di Custoza. Il monumento fu realizzato nel 1959 con gli sforzi congiunti di Austria, Italia e Francia, le nazioni che un secolo prima si erano così aspramente fronteggiate.

Con i moti del 1848 e le famose "Cinque giornate" gli austriaci dovettero lasciare Milano e ripiegare nelle fortezze del cosiddetto Quadrilatero: Verona, Peschiera, Mantova, Legnago.
Il re sabaudo Carlo Alberto, cogliendo l'occasione, si mise alla testa di truppe di altri stati della penisola nel tentativo di liberare il Lombardo-Veneto dagli Austriaci.
Inseguendo gli austriaci ancora disorganizzati dopo l'abbandono di Milano, Carlo Alberto con il suo esercito riuscì a conseguire un certo numero di vittorie nel Mantovano e a sud del lago di Garda, a Goito, Monzambano e Valeggio giungendo a pochi chilometri dalle imponenti mura di Verona a Santa Lucia, oggi un quartiere cittadino.
I tentennamenti di Carlo Alberto e la disorganizzazione delle truppe da lui guidate non gli permisero di fare tesoro dell'occasione . Le truppe piemontesi si ritirarono così presso le posizioni precedenti a sud del Garda dove riuscirono a conseguire ancora alcuni successi a Goito e soprattutto a Peschiera, dove la fortezza capitolò.
Nonostante le vittorie, ancora l'indecisione del re permise al Radetzky di riprendere l'iniziativa delle operazioni e di infliggere ai piemontesi ripetute sconfitte, l'ultima e più grave delle quali a Custoza, che sarà teatro di un'altra sanguinosa battaglia nel corso della terza guerra di indipendenza, e respinsero i piemontesi a Milano.

Itinerari guidati alla Verona Asburgica, Itinerari guidati a Peschiera del Garda e Custoza.

La Seconda Guerra d'Indipendenza

memoriale croce rossa solferino

Il memoriale della Croce Rossa Internazionale realizzato a Solferino, là dove l'impressione per l'eccidio di tante vite umane ispirò Henri Dunant nella costituzione di un organismo che si occupasse dei feriti indipendentemente dal colore della loro divisa.

L'arrivo delle truppe piemontesi alle porte di Verona aveva reso il Radetzky più insicuro e negli anni successivi la città venne dotata di un poderoso sistema difensivo costituito oltre che dalle imponenti mura bastionate, da più cerchie concentriche di forti che si estendevano fino al Mincio rendendo di fatto il Quadrilatero e le sue città un sistema inespugnabile.
Il movimento per l'unità d'Italia riprese vigore nel 1959 grazie all'iniziativa di Cavour che instaurò un'alleanza con la Francia di Napoleone III impegnandolo a intervenire in caso di attacco.
Cavour riuscì nel provocare l'Austria, il cui esercitò, entrato in territorio sabaudo, giunse alle porte di Torino. Contrattaccando, i franco-piemontesi guidati dagli stessi Napoleone III e Vittorio Emanuele II riuscirono rapidamente a muovere verso est riportando numerose vittorie.
A Radetzky era succeduto pochi anni prima il generale Gyulai che imitando il suo predecessore, si chiuse a difesa nel Quadrilatero.
L'imperatore Franceso Giuseppe prese a questo punto personalmente il comando delle truppe e cercando subito di riguadagnare le posizioni perdute uscì dal Quadrilatero occupando le colline moreniche a sud del lago di Garda: Solferino, Cavriana, Medole, Guidizzolo e Pozzolengo.
I due immensi eserciti, più di 100.000 uomini ciascuno, vicinissimi e ignari l'uno dell'altro, si trovarono schierati frontalmente e vennero a contatto l'alba del 24 giugno 1859. Lo scontro fu violentissimo e si protrasse per tutto il giorno in una serie di battaglie combattute dall'esercito francese attorno all'altura di Solferino e da quello piemontese attorno a San Martino.
L'assenza di una strategia pianificata, l'equilibrio delle forze in campo, la loro determinazione e le nuove armi a canna rigata resero la battaglia di San Martino e Solferino un'orribile carneficina che lasciò sul campo più di 20.000 morti e un gran numero di feriti cui pochi improvvisati volontari, soprattutto civili di Castigline delle Stiviere, cercarono in qualche modo di portare soccorso. A questo desolante scena assistette il filantropo svizzero Henri Dunant. Il suo resoconto delle sofferenze dei soldati feriti raccolto nel "Un Souvenir de Solférino" suscitò una commozione tale da roccogliere attorno a Dunant un gran numero di sostenitori e finanziatori che costituirono la Croce Rossa Internazionale cui è dedicato un memoriale proprio a Solferino.
Le conseguenze politiche della Seconda Guerra di Indipendenza furono deludenti. Allo stato sabaudo veniva ceduta la Lombardia eccetto Peschiera e Mantova ma il Veneto restava sotto il controllo austriaco. L'unità d'Italia non era ancora completata.

Itinerari guidati a San Martino e Solferino e Castiglione delle Stiviere.

L'Unità d'Italia e la Terza Guerra di Indipendenza

porta nuova

La bandiera italiana sventola su Porta Nuova, l'ingresso principale a Verona nel sistema di fortificazioni utilizzato dagli austriaci per resistere agli attacchi dell'esercito piemontese.

Nel 1861, dopo l'annessione per plebiscito popolare della Toscana e dell'Emilia Romagna, e a seguito della vittoriosa spedizione dei mille guidata da Garibaldi per cui i territori del Regno delle Due Sicilie vennero annessi al Regno Sabaudo, fu proclamata l'unità d'Italia.
Per ottenere il Veneto, questa volta, il neonato Regno d'Italia guidato dal primo ministro La Marmora si alleò con con la Prussia contro l'Austria dando così inizio alla terza guerra d'indipendenza.
Nonostante le sconfitte italiane, per mare a Lissa, e in terra di nuovo a Custoza in territorio Veronese, grazie alla schiacciante vittoria prussiana a Sadowa il Regno Italiano ottenne dall'Austria la cessione del Veneto.
Il 16 ottobre 1866 le truppe italiane entravano finalmente a Verona.

Itinerari guidati alla Verona austriaca e risorgimentale, itinerari guidati a Custoza.

Per qualsiasi domanda o informazioni più dettagliate sulle visite guidate organizzate dalle guide turistiche di Verona in occasione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, o per prenotare uno degli itinerari guidati proposti, scrivete a:

didattica@veronissima.com

 



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