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La pala del Mantegna torna a San Zeno

maggio 2008

restauro pala di san zeno

Dopo quasi 3 anni di assenza è finalmente tornata nella sua collocazione originaria dietro l'altare della basilica di San Zeno, la pala di Andrea Mantegna, considerata una tra le opere di maggior importanza del maestro padovano.
Il grande dipinto aveva costituito il fulcro della mostra per i cinquecento anni dalla morte del Mantegna tenutasi in Gran Guardia, e mancava da Verona da quando, terminata l'esposizione, era stata trasferita all'Opficio delle Pietre Dure di Firenze per un approfondito restauro di cui aveva urgente bisogno. Le analisi ai raggi X e agli infrarossi, compiuti allora per valutare la trasferibilità dell'opera nella sede espositiva, avevano infatti evidenziato dei problemi strutturali al supporto ligneo e sulla superficie pittorica del dipinto. In particolare, gli interventi di consolidamento eseguiti in passato con la costruzione di una griglia che tenesse assieme le varie assi che formano la base per la pittura, stavano creando delle tensioni che mettevano a rischio l'integrità della fragile pellicola pittorica a tempera. Un'importante parte del restauro è stata proprio dedicata alla rimozione di questa struttura e alla sua sostituzione con un supporto elastico che sostenga la struttura lignea con la flessibilità necessaria per adattarsi alle sue micromodificazioni ambientali
Altro importante intervento è stato dedicato alla pulizia della pellicola pittorica annerita e opacizzata nei secoli di esposizione nella Basilica di San Zeno. Questo ha permesso di riportare all'originaria luminosità e brillantezza i colori a tempera della cosiddetta Pala Correr, mettendo in risalto il bel cielo azzurro con la fuga di nuvole bianche che si staglia alle spalle delle figure principali, il chiaro scuro dell'incarnato e le variazioni di luminosità per i vari personaggi. Si può così nuovamente apprezzare la raffinatissima commistione tra luce reale e luce rappresentata che il Mantegna aveva concepito per questo suo lavoro. Il maestro aveva infatti richiesto l'apertura di una finestra sul lato destro dell'abside di San Zeno, ancora presente, proprio per far coincidere la luce reale che entra nella chiesa da destra, con quella, dipinta, che illumina le figure all'interno dell'opera. La pala è stata quindi ricollocata cercando di ricostruire quella che era la sua esatta sistemazione in rapporto alla finestra aperta in occasione della prima collocazione nel 1463. Tutta la zona absidale è stata anch'essa interessata da lavori di restauro e accoglie ora il capolavoro mantegnesco presentandosi in tutto il suo magnifico splendore.
La pala di San Zeno è stata mostrata al pubblico il 21 maggio, giorno della festa del santo, data che ricorda la traslazione dellle spoglie dell'ottavo vescovo di Verona nella basilica a lui dedicata.

 


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