Particolare dell'Arco di Costantino a Roma. Vi è rappresentato l'assedio di Verona posto dalle legioni di di Costantino contro le milizie di Massenzio asserragliate sulle mura della Verona del V secolo s.C. La scena, impressiona per il dettagliato realismo e la violenza che vi è rappresentata ed è l'unica immagine antica che mostra un legionario morente. Un soldato delle truppe di Massenzio è ritratto mentre cade, colpito dalle mura della città.
A cominciare dal II secolo, notizie storiche su Verona scarseggiano, probabilmente anche a causa di una vita che deve essersi svolta in modo regolare e uguale senza eventi di particolare rilievo.
Verona diventa progressivamente una città provinciale, agricola, dalla vita modesta e limitata. Nessun monumento di rilievo viene più edificato, nessun quartiere si aggiunge alla città, pochissime le opere scultoree che vengono realizzate. Verona risente di quel generale impoverimento dell'Impero causato da una forma di rivoluzione latente degli schiavi che incominciano a "sabotare" il loro duro lavoro nei laboratori e nelle campagne. La produzione agricola si impoverisce e non è più in grado di sostenere le immense necessità di Roma e del vasto impero. Contemporaneamente il cristianesimo, con la sua ideologia antischiavista andava diffondendosi, anche questo tra i motivi per cui la nuova religione venne inizialmente vista come elemento sovversivo dalla classe dominante.
Con la crisi demografica, economica, finanziaria e religiosa dell'impero, le popolazioni germaniche del nord ed est Europa si spingono sempre più vicino ai confini, a volte scardinandone le difese orientali come ad Aquileia e a Opitergium (Oderzo) saccheggiate dai Marcomanni e dai Quadi.
La pressione dei barbari verrà contenuta con alterne vicende per quasi tre secoli, ma alla fine, malato al suo interno, l'Impero terminerà con l'intervento esterno proprio dei barbari.
L'Assedio di Costantino
Le mura di Gallieno riuscirono a trattenere una di queste prime invasioni, quella degli Alemanni nel 265 d.C. ma non riuscirono a resistere a Costantino che, assediando e vincendo le difese della città, sconfiggerà l'ultima resistenza di Massenzio che gli contendeva la guida dell'Impero nella guerraintestina che si era scatenata con la fine della tetrarchia. L'assedio di Verona è rappresentato anche sull'Arco di Costantino a Roma.
Rimasto solo al potere, Costantino, con l'editto di Milano nel 313 d.C. proclama il Cristianesimo religione di stato. In questo periodo, anche la Verona pagana incomincerà la sua trasformazione sotto le nuove gerarchie religiose. Le statue del Campidoglio vennero abbattute. Forse proprio una delle statue del Campidoglio, rimasta per secoli abbandonata nel vecchio foro, fu poi utilizzata per assemblare la fontana di piazza delle Erbe e ancora oggi sormonta la fontana di Madonna Verona. Sempre di questi anni è attestata la presenza di San Zeno, il vescovo moro originario della Mauritania, al quale viene attribuita la costruizione della prima basilica paleocristiana nella zona dove oggi sorge la Cattedrale e che, secondo molti archeologi era occupata dalle terme. Morto nel 380 San Zeno verrà sepolto nella vasta necropoli che si estendeva lungo la via Gallica, nel luogo dove secoli dopo sorgerà la grande abazia di San Zeno.
La divisione dell'Impero
Alla morte dell'imperatore Teodosio nel 395, lo smembramento dell'impero era ormai in atto da parecchio tempo e un fatto compiuto. Dei figli di Teodosio il primo, Arcadio, ereditò l'Impero di'Oriente, il secondo, Onorio, quello di occidente.
La Verona del IV secolo fu relativamente tranquilla. Frequenti furono i soggiorni dell'imperatore nella città, tanto che da qui vennero emanate numerose leggi.
Con i primi anni del 400 riprese la minaccia dei barbari, sempre più concreta. Nel 401 Alarico, alla testa dei Goti, invade il nord est della penisola, espugna Aquileia e giunge alle porte di Milano venendo però ricacciato in Veneto dal generale romano di origine barbarica Stilicone. Alarico asserragliatosi proprio a Verona venne più volte sconfitto in battaglia da Stilicone che tuttavia non riuscì, o non volle, mai averne ragione definitiva.
Ormai la strada alle invasioni era aperta, e orde barbariche si susseguirono a date continue, dilagando in tutta la penisola fino alla Sicilia. Nel frattempo gli Unni costituivano un vasto impero che comprendeva buona parta dell'Europa centrale e la Russia meridionale assoggettando un gran numero di popoli: Germani, Ostrogoti, Gepidi, Eruli, Rugi, Turingi, Bavari. Nel 452 Attila, re degli Unni, passando le Alpi Giulie alla testa delle sue orde, penetrava nel cuore dell'Impero moribondo espugnando anche Verona assieme alle altre città del Veneto e fermandosi solo di fronte all'autorità e al carisma di Papa Leone I. Il leggendario incontro, secondo la tradizione, avvenne in territorio veronese, in una località non meglio precisata in prossimità del fiume Mincio, tra Arilica, l'odierna Peschiera, Borghetto e Salionze.
La fine dell'Impero
All'agonia dell'Impero pose fine due decenni dopo Odoacre, un barbaro che deposto l'imperatore fantoccio Romolo Augustolo e inviate le insegne imperiali a Bisanzio con cui non voleva noie, prese possesso di ciò che era stato l'Impero Romano d'Occidente nel 476. Verona era stata la prima città che Odoacre, passando il Brennero, aveva visto dopo Trento. Dopo i danni subiti dall'assedio di Costantino, le mura di Verona non erano state più ricostituite nella loro piena funzionalità, e la città dovette spesso subire passivamente le irruzioni che si susseguirono negli anni che precedettero e seguirono il crollo dell'Impero fino all'arrivo di Teodorico.
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