L'Epoca romana

via postumia

Riproduzione grafica delle decorazioni dell'Elmo Atestino di Oppeano. L'elmo ha forma conica, è in lamiera di bronzo con decorazioni zoomorfe. E' oggi conservato al Museo Archeologico di Firenze.

 

Attorno all'anno mille avanti Cristo incomincia la colonizzazione da parte dei Veneti di un'area più o meno corrispondente all'attuale Veneto. I Veneti di questo periodo vengono spesso indicati come Paleoveneti, per distinguerli dagli attuali abitatori della regione. I Veneti sono una popolazione le cui origini sono ancora avvolte nel mistero. Secondo una leggenda diffusa in epoca romana e riferita ad Erodoto, i Veneti altri non erano che gli Eneti, popolazione dell'Asia Minore. Essi parteciparono alle guerra di Troia contro gli Achei, e dopo la sconfitta fuggirono e, guidati da Antenore, approdarono sulla costa veneta dell'Adriatico da cui partirono per la colonizzazione dell'entroterra. Nell'Eneide, è Antenore stesso che fonda Padova. Al di là della mitologia, è comunque verosimile che i Paleoveneti fossero una popolazione indoeuropa originaria dell'Asia Minore, forse dell'Illiria, e che giusero nella regione nord orientale della penisola Italica, via mare o forse via terra lungo le valli alpine a seguito di una massiccia diaspora. La colonizzazione della regione da parte dei Veneti spinse le popolazioni italiche che già vi risiedevano, come ad esempio gli Euganei, a migrare a loro volta, probabilmente non senza scontri, in altre zone, principalmente quelle pedemontane e montane dei Lessini.

 

L'età del ferro

 

Si arriva così all'introduzione del ferro che si diffonde in maniera disomogenea e senza soppiantare l'utilizzo ne' del bronzo ne' della pietra come materiali per la creazione di utensili e monili. In questa fase aumentano progressivamente le popolazioni e le civiltà che vanno insediandosi, a volte soppiantandosi a volte integrandosi nel territorio veronese. Si hanno testimonianze della civiltà Atestina, Villanoviana, Gallica, in particolare coi Galli Cenomani. Nel veronese, gli atestini, che avevano il loro centro principale ad Ateste, oggi Este, nel padovano dove allora passava l'Adige (dal cui antico nome Atesis prese il nome), si insediarono soprattutto nella pianura risalendo il corso del fiume: ad Oppeano, Boldaria, Minerbe, Coazze, Sorgà, Isola della Scala, ecc. Dalla civiltà Atestina, che prevedeva l'inumazione in vere e proprie necropoli, ci sono pervenuti numerosi reperti tra cui, in particolare, le situle, contenitori a tronco di cono in bronzo lavorato a sbalzo e cesello. I Galli, che dall'Europa occidentale passarono nella Valle del Po dando origine alla Gallia Cisalpina spingendosi fino alla Romagna e alle Marche, si insediarono anche nel veronese attorno al IV secolo a.C. A questo periodo risalgono numerosi ritrovamenti come fibule di ogni dimensione e foggia, perle in pasta vitrea e ambra, coltelli, spade, alari, piccole statuette a figura umana. Verona, in questo periodo sicuramente già esisteva. Alcuni rari ritrovamenti in area urbana che, a causa delle successive continue stratificazioni, non possono certo dare grandi reperti di epoche così remote, fanno supporre con più che buona certezza, che nell'area dove oggi sorge Verona, già in età del ferro esistesse un insediamento di una certa importanza. Ed è infatti nella prima età del ferro che iniziano a costituirsi i primi veri e propri insediamenti urbani. Attorno al IV secolo compaiono le prime testimoinianze di scrittura nella forma di incisioni su palchi di corna di cervo per lo più nomi di divinità e relativi attributi.

 

Si giunge così al periodo che precede l'espansione romana nella penisola italica nel quale numerosi autori latini incominciano a porsi la questione e investigare le origini delle popolazioni che vivevano in questo territorio: Plinio, Lucrezio, Orazio, Catone il vecchio. Questi ci raccontano di come nell'Italia settentrionale, vivessero da tempi immemorabili i Liguri, di ignote origini, forse provenienti dal nord Africa attraverso la penisola Iberica. Catone il Vecchio ci parla anche degli Euganei, popolo numeroso e potente, con numerose città diffuse in tutta la regione fino alla sponda occidentale del lago di Garda, principalmente nelle aree pianeggianti, mentre le zone montuose erano principalmente occupate dai Reti. I Reti erano una popolazione probabilmente di origine preindouropea, diffusa nelle valli alpine fino alle attuali Austria e Svizzera, la cui cultura nei settori meridionali fu fortemente influenzata dagli Etruschi che si estendevano fino alla pianura Padana. Rinvenimenti retici nel veronese furono trovati in zone montane: sul Baldo, presso Caprino, a Grezzana, San Briccio di Lavagno, Colognola ai Colli. I reti avevano anche una loro scrittura fondata per lo più sull'alfabeto etrusco.

 

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