Poco resta delle strutture difensive di Verona nel marasma dell'alto medioevo, se non leggende e un po' di toponomastica cittadina. Strutture probabilmente costruite con materiali poveri e facilmente deperibili, e ancor più povere tecniche costruttive.
A partire dall'XII secolo Verona diviene libero comune, entrando attivamente nelle lotte tra le città limitrofe e le contese degli imperatori germanici. Di questo sistema difensivo ci resta oggi qualche tratto di muro in ciottoli e pietre rozzamente squadrate e una torre (nella foto), surreale relitto di un'epoca remota, nascosta tra brutti e anonimi palazzi moderni.
La necessità di proteggere la nuova espansione urbana, porta per la prima volta al superamento dell'impianto difensivo romano con la strutturazione di un nuovo sistema difensivo. Con il sanguinario Ezzelino, che fa di Verona uno dei suoi centri strategici, vengono rinnovate e rinforzate le mura.
A seguito dello sviluppo economico, sociale e naturalmente urbanistico di Verona nel '300, si svilupperanno gli strategicamente geniali ampliamenti di Cangrande e degli Scaligeri, il cui perimetro, seppur con sostanziali rinnovamenti, rimarrà invariato fino al XIX secolo.
Con la dominazione viscontea di Verona, le mura cittadine vengono rivolte contro la città, creando la cittadella, un quartiere chiuso tra i due bracci di mura a sud della città, dove i conquistatori si arroccano per controllare fino a quando, l'annessione di Verona alla Repubblica Veneziana e il ruolo strategico che nuovamente assumerà la città scaligera, rendono necessario un più moderno sistema di difesa, la cui progettazione viene assegnata al genio di Michele Sanmicheli.
Gli itinerari guidati alla scoperta delle fortificazioni medioevali di Verona possono seguire le proposte tematiche legate al territorio o all'epoca storica o essere concordate con la guida turistica per costruire percorsi personalizzati a seconda delle esigenze: