La Seconda Guerra d'Indipendenza

battaglia di san martino e solferino

Una stampa raffigurante un drammatico momento della battaglia di San Martino e Solferino, la battaglia determinante della II guerra di indipendenza.

Le iniziative degli austriaci all'indomani dello scampato pericolo con la I guerra di Indipendenza ebbero importanti e gravi conseguenze per tutto il territorio occupato, in particolare per Verona. L'arrivo di Carlo Alberto con le sue truppe alle porte della città aveva reso il Radetzky più insicuro e la città venne dotata di un poderoso sistema difensivo costituito oltre che dalle imponenti mura bastionate, da più cerchie concentriche di forti che si estendevano fino al Mincio rendendo di fatto la città un sistema difensivo inespugnabile.
La realizzazione dell'imponente sistema difensivo si basava sul progetto del brillante ingegnere militare generale Von Scholl, morto e sepolto nel comparto austriaco del cimitero monumentale di Verona nel 1838. Per sostenere una presenza militare che andava aumentando sempre più in numero, furono realizzati un immenso panificio in stile neogotico, l'attuale caserma Santa Marta, un immenso Arsenale, un ospedale militare.

 

forte chievo verona

Il forte Chievo, in una foto d'epoca. Subito fuori della città quando venne costruito, oggi è rimasto inglobato nel tessuto urbano espansosi verso sud.

Il piano delle nuove fortificazioni riaffermava il concetto della centralità di Verona e Mantova per il mantenimento del controllo su tutta l'Italia settentrionale.
Nei territori occupati dagli austriaci si instaurò una vera e propria dittatura militare caratterizzata dal pugno di ferro del Radetzky.
Dovettero passare dieci anni perché una nuova iniziativa politico-militare cercasse di scacciare gli Austriaci dal Lombardo-Veneto cercando di annettere le due regioni al regno sabaudo e cercando così di conseguire l'unità d'Italia.
L'iniziativa questa volta passò per il genio politico del primo ministro piementese, il conte di Cavour che prese a intessere alleanze politiche soprattutto con la Francia di Napoleone III. Quest'ultimo si impegnava ad aiutare lo stato sabaudo nel caso di un attacco. A questo proposito il Cavour si mise a provocare gli austriaci con l'organizzazione di un esercito in cui confluì lo stesso Garibaldi coi suoi Cacciatori delle Alpi. La reazione austriaca non tardò troppo e un ultimatum inaccettabile, rifiutato dai piemontesi, scatenò l'attacco austriaco sul piemonte e il conseguente intervento francese.

 

La Battaglia di San Martino e Solferino

 

L'esercito franco-piemontese guidato dagli stessi Napoleone III e Vittorio Emanuele II riuscì rapidamente a muovere verso est.
A Radetzky era succeduto il generale Gyulai. L'imperatore Francesco Giuseppe, in visita a Verona qualche anno prima aveva ritenuto il novantenne generale non più in grado di sostenere il suo impegno.
Il generale Gyulai, imitando il suo predecessore, si chiuse quindi a difesa nel quadrilatero.
Preoccupato per l'andamento della guerra, l'imperatore Franceso Giuseppe scese in Italia da Vienna e prese personalmente il comando delle truppe.
L'imperatore cercò subito di riguadagnare le posizioni perdute uscendo dal quadrilatero e occupando le colline moreniche a sud del lago di Garda, assestandosi Solferino, Cavriana, Medole, Guidizzolo e Pozzolengo.
L'esercito franco-piemontese, forte delle vittorie riportate e ritenendo ancora scarsi i movimenti austriaci nella zona stava di contro muovendo verso est. I due eserciti si trovavano vicinissimi e l'errata interpretazione dei movimenti di truppe nell'uno e nell'altro campo li fece scontrare quasi per caso.

 

san martino solferino

I movimenti delle truppe franco-piemontesi, in blu e in verde, e quelle delle truppe austriache, in rosso, nelle fasi che portarono alla battaglia di San Martino e Solferino sulle colline dell'anfiteatro morenico del Garda.

Venuti in contatto all'alba del 24 giugno 1859, i due immensi eserciti, di più di 100.000 uomini ciascuno, si impegnarono in uno scontro violentissimo, che si protrasse per quasi 18 ore consecutive in una serie di battaglie che interessarono varie zone attorno all'altura di Solferino, da cui gli austriaci, in posizione di vantaggio sull'altura del colle, resistettero strenuamente.
L'esercito francese che impegnava gli austriaci sull'altura di Solferino ebbero alla fine la meglio.
Non lontanto da Solferino, la 29ª Compagnia di Bersaglieri guidata da Raffaele Cadorna, padre del capo di stato maggiore italiano nel corso della Prima Guerra Mondiale, ingaggiò una battaglia con un'avanguardia austriaca per il controllo di Pozzolengo, combattuta principalmente nelle località di San Martino e Madonna della Scoperta. Gli austriaci erano avvantaggiati dalla posizione in altura e lo scontro si protrasse fino a sera.
Alla fine i caduti da ambo le parti furono più di 20.000. L'assenza di una strategia di battaglia preordinata, l'equilibrio delle immense forze in campo, oltre alla ferma determinazione alla vittoria di entrambi gli schieramenti e le nuove armi a canna rigata che nel frattempo avevano iniziato a diffondersi furono le principali cause dell'enorme carneficina in cui si trasformò la battaglia.
In quei giorni, si trovava sullo scenario della battaglia un giovane filantropo di origine svizzera: Henri Dunant. Stava "inseguendo" per l'Europa l'imperatore Napoleone III per chiedere il suo aiuto nel sostentamento di un progetto di solidarietà in cui era impiegato. Trovatosi nel mezzo della carneficina rimase profondamente impressionato dalle migliaia di soldati feriti e moribondi per i quali non vi era alcun soccorso organizzato. Le popolane di Castiglione delle Stiviere, mosse da pietà, soccorrono come possono le centinaia di feriti che giungono alla chiesa del paesino.
Da questa esperienza sconvolgente nascerà "Un Souvenir de Solférino" un libretto in cui Dunant racconta ciò che accadde al termine della battaglia come la si legge sui libri di storia. Il testo ebbe un tale effetto su alcuni filantropi europei che riuscì a muovere energie e capitali per la costituzione di ciò che diventerà il più importante organismo di soccorso internazionale: la Croce Rossa Internazionale. Henri Dunant sarà insignito del premio Nobel per la pace nel 1901, nel primo anno in cui il prestigioso riconoscimento venne assegnato.
Nel 1959 sull'altura di Solferino venne realizzato il Memoriale della Croce Rossa un toccante monumento composto da marmi provenienti da ogni parte del mondo, su cui sono incisi i nomi dei 148 paesi che aderiscono alla Croce Rossa Internazionale.
Le conseguenze politiche della battaglia furono anch'esse influenzate dall'immane carneficina all'indomani di San Martino e Solferino.

 

pace di villafranca

A Villafranca, non lontano da Verona, Napoleone III, imperatore di Francia e Francesco Giuseppe, imperatore d'Austria, si incontrarono privatamente all'indomani della battaglia di San Martino e Solferino per discutere le condizioni dell'armistizio.

Anche Napoleone III rimase impressionato da quanto era successo, e temendo un possibile allargamento del conflitto alla Prussia, si affrettò a firmare un armistizio con l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, senza per altro interpellare Vittorio Emanuele II. L'incontro si ebbe a Villafranca, non lontano da Verona. Pur riconoscendo la Lombardia, meno Mantova e Peschiera al regno sabaudo, il trattato manteneva il Veneto all'Austria e portava al ripristino dello status quo nei ducati, nelle legazioni pontificie e nel Granducato di Toscana. Le condizioni furono ritenute inaccettabili dal Cavour che dopo una furiosa discussione con Vittorio Emanuele in cui si dice che arrivò ad isultare il sovrano, si dimise da primo ministro.

 

Si possono scoprire le mura, le porte, le fortificazioni i palazzi e i luoghi delle tremende battaglie che si combatterono a sud del lago di Garda grazie agli itinerari approntati dalle guide turistiche diVerona.
In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia le guide turistiche di Verona propongono speciali itinerari adatti alle scolaresche che vogliano ripercorrere alcune importanti fasi dell'unificazione del paese a gruppi di adulti per una gita a Verona: Itinerari nella Verona Risorgimentale e Austriaca, Itinerari Guidati a San Martino Solferino e Custoza, Itinerari Guidati a Castiglione delle Stiviere.
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