Sulle Orme di Dante

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giardino giusti

La statua di Dante al centro di Piazza dei Signori

 

Non si parla molto della permanenza di Dante a Verona. Eppure vi rimase circa sette anni, scrivendovi parte della Divina Commedia nella quale sono molti i riferimenti alla città. Gli eredi di Dante tuttora vi dimorano.

Con questo itienerario letterario proposto dalle nostre guide turistiche è possibile ripercorrere i luoghi danteschi di Verona così come emergono dalla biografia e dall'opera del sommo poeta.
In circa due ore di percorso si potranno scoprire i luoghi e i monumenti legati alla presenza di Dante a Verona, le sue fonti di ispirazione e i riferimenti alla città all'interno della sua opera. Tour ideale per le scolaresche in gita e gli appassionati di storia e letteratura.

Dante a Verona

stemma scaligero

Lo stemma dei della Scala scolpito su un sarcofago all'interno del cortile delle Arche Scaligere

 

Lo primo tuo refugio e 'l primo ostello
sarà la cortesia del gran Lombardo
che 'n su la scala porta il santo uccello;
ch'in te avrà sí benigno riguardo
che del fare e del chieder, tra voi due,
fia primo quel che, tra li altri, è più tardo.

(“Paradiso”, XVII, v. 70)

 

Così fa dire il Poeta al nobilissimo antenato Cacciaguida, nel Cielo di Marte o degli Spiriti combattenti per la fede. Il gran Lombardo è probabilmente Cangrande (o forse Bartolomeo), e la scala è lo stemma degli scaligeri che ancora oggi si vede sui monumenti della città, adorno delle ali d'aquila simbolo del vicariato imperiale del signore veronese. L'esule Dante soggiornò nella liberale, e ghibellina, Verona, dal 1312 al 1318. Ma era già stato ospite degli Scaligeri sotto la signoria di Bartolomeo nei primissimi anni del '300.

 

E' in questo periodo che si ritiene si sia consumata la tragica storia di Giulietta e Romeo, e molti vogliono interpretare la famosa terzina di Dante, che fu a Verona proprio in quegli anni, come prova inconfutabile che la leggenda abbia ben più che un fondo di verità:

Vieni a veder Montecchi e Cappelletti
Monaldi e Filippeschi, uom senza cura
color già tristi, e questi con sospetti

(Purgatorio VI, vv.106-108)

 

Quale mai potrà esser la tristezza che Dante attribuisce ai Montecchi e Cappelletti (o Capuleti), famiglie rivali nel sanguinoso scontro tra guelfi e ghibellini da cui lo stesso Dante era stato colpito.

Ma a Verona Dante vide anche il famoso e antico palio che per secoli si corse nella città scaligera, e ne dovette rimanere impressionato tanto da parlarne nella sua opera:

 

Poi si rivolse, e parve di coloro
che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna...

(Inferno, XV vv 121/122)

 

giardino giusti

La statua di Dante in piazza dei Signori. Sullo sfondo i palazzi Scaligeri, dimora di Cangrande

 

Alcuni addiritura, ma forse ci si spinge troppo con la fantasia, vogliono immaginare che la descrizione della tremenda porta dell'inferno sia stata ispirata dall'espressivo portale bronzeo di San Zeno, o ancora che la struttura a cerchi concentrici decrescenti possa aver trovato ispirazione nelle nelle file di gradini della cavea all'interno dell'Arena.

 

Cangrande della Scala

 

Dante fu nuovamente a Verona nel 1312, durante la signoria di Cangrande, nel quale il sommo poeta forse vedeva quell'ideale di signore la cui forza militare e abilità politica avrebbero permesso di aspirare alla pacificazione dell'Italia intera. Nei sei anni di permanenza a Verona, Dante lavorò alacremente alla Comedia, consultando forse la ricca Biblioteca Capitolare, e per la complessa impostazione teologica del Paradiso, si rivolse si confrontò con i sapienti frati agostinani del monastero di Sant'Eufemia.
Sui motivi della partenza di Dante da Verona molto si è scritto, ricercandone le cause dentro e fuori dalla città, in ambascerie proposte a Dante da Ravenna, in un mutato rapporto con il signore di Verona o ancora ad attriti con la corte scaligera.

 

La quaestio de aqua et terra

 

sant'elena verona

La targa posta sulla chiesa di Sant'Elena a Verona che ricorda la prolusione che qui Dante tenne nel 1320. Un formella in bronzo ritrae il poeta aassieme a Cangrande

 

Nel 1320 Dante è nuovamente a Verona dove in una fredda e nevosa serata, il 7 gennaio, nella chiesa di Sant'Elena, legge ai canonici e agli uomini di cultura veronesi la sua celebre Quaestio de aqua et terra, forse sperando di conquistarsi così l'ammissione all'insegnamento nello Studio (la scuola superiore di Verona che stava diventando un'università rinomata). Ma gli venne preferito il maestro di logica Artemisio e Dante proseguì così il suo peregrinare fino alla morte l'anno seguente.

 

Seguire le orme di Dante a Verona nei luoghi in cui il sommo poeta dimorò, per le vie che percorse, in compagnia di una guida turistica, permette di scoprire monumenti, luoghi e scorci della città scaligera in itinerari turistici insoliti e pieni di fascino.

 

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