Museo Archeologico di Verona
e Teatro Romano
Non si era mai spenta la memoria, quasi mitica, di un teatro romano a Verona. Architetti rinascimentali tra cui lo stesso Andrea Palladio, si erano cimentati in possibili ricostruzioni di fantasia. Fu solo verso la fine dell'800 che un ricco commerciante veronese con la passione per l'archeologia, Andrea Monga, acquistò l'area e iniziò i primi scavi e le demolizioni degli edifici che in quasi duemila anni erano sctate costruite sull'antico teatro del I secolo avanti Cristo.
Solo la chiesa dei Santi Siro e Libera fu risparmiata e ancora oggi si innalza, con un effetto piuttosto surreale dai gradini della cavea. Nelle celle, nel chiostro, nel refettorio, nella chiesa (sconscacrata) dell'antico convento dei Gesuati di San Gerolamo, a picco sul teatro, venne invece collocato nel 1923 il Museo Archeologico, dove vennero esposti i reperti di Verona e del suo territorio: mosaici, sculture, iscrizioni molte delle quali affiorate proprio durante gli scavi per riportare alla luce il teatro romano.
Con una guida turistica, una visita al Museo Archeologico diventa un modo per percorrere un itinerario storico e artistico nell'antico e ancora utilizzato teatro e tra i numerosissimi reperti romani che la città ha dato e continua a dare.
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