San Zeno

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dettaglio di san zeno

Il rosone della facciata di San Zeno, capolavoro del romanico veronese.

San Zeno è la chiesa del santo patrono, la più amata dai veronesi, sicuramente uno dei luoghi da visitare a Verona. È universalmente riconosciuta come uno degli edifici più rapresentativi dell'architettura romanica. Al suo interno conserva importantissime opere d'arte come il celebre e misterioso portale bronzeo e la pala d'altare di Andrea Mantegna, capolavoro dell'arte rinascimentale.

Il portale bronzeo

san pietro di villanova a soave

San Pietro di Villanova a Soave.

I l portale bronzeo di San Zeno è una delle opere più straordinarie dell'arte medievale. Ancora oggi affascina il visitatore con le sue forme ancestrali e i suoi misteri. È costituito da 48 formelle quadrate, 24 per anta, con soggetti vari: episodi biblici, evangelici, gli esorcismi di San Zeno e altre, come le cosiddette "due madri", "i mascheroni" o "lo scultore", di difficile e controversa interpretazione. Le formelle sono state realizzate da non meno si due, forse tre autori anonimi, probabilmente in epoche diverse a cavallo dell'anno mille, con uno stile così particolare e unico da farne un'opera d'arte assoluta e fuori dal tempo. Alcune delle figure appaiono di una semplicità e di una primitività formale disarmante, ma sono non di meno dotate di una potenza espressiva e di espedienti comunicativi che spesso stupiscono anche i più smaliziati osservatori contemporanei.

Le pala del Mantegna

san pietro di villanova a soave

San Pietro di Villanova a Soave.

L'altra eccezionale opera d'arte di San Zeno è la grande pala d'altare realizzata nel 1459 da un giovane Andrea Mantegna, promettente artista padovano che sarebbe di lì a breve diventato uno dei padri del Rinascimento. Si tratta di un'opera d'arte "totale" e "multimediale". È pittura, raffinatissima e dettagliata, piena di riferimenti e citazioni dell'antica arte romana di cui Mantegna fu grande ammiratore. È scultura, con il sapiente chiaroscuro che crea volumi e profondità di un realismo tale che i personaggi paiono uscire dalla superficie della tela e integrarsi con la cornice tridimensionale e l'ambiente esterno. È architettura, con la rivoluzionaria fuga prospettica interna al dipinto che si inserisce nella struttura stessa della basilica, integrandosi nella fuga prospettica delineata dalle colonne della navata centrale e diventando vero e proprio prolungamento della chiesa quasi a collocare la Madonna, Gesù bambino e i santi, nel medesimo spazio in cui si trovano i fedeli. Per aumentarne il realismo, Andrea Mantegna fece appositamente aprire una finestra nell'abside di San Zeno, cosicché venissero a coincidere il punto di luce virtuale rappresentato nel dipinto e luce reale.

Rubata da Napoleone, la pala del Mantegna fu fortunatamente restituita a San Zeno anche se i piccoli dipinti della predella rimasero in Francia e sono oggi conservati al Louvre e al museo di Tours.

La storia di San Zeno

Alla morte di San Zeno, originario della Mauritania, ottavo vescovo di Verona, avvenuta nel 380 d.C., le sue spoglie, come era in uso nella cultura romana, vennero sepolte fuori dalla cinta muraria, nella necropoli che sorgeva lungo la via Gallica, la strada consolare che collegava Verona a Milano. La tomba di San Zeno, potente esorcista, annoverato tra i padri della chiesa, amatissimo dai fedeli, divenne presto luogo di preghiera e pellegrinaggi e il tabernacolo che doveva sorgervi sopra si trasformò presto in una piccola cappella per accogliere i fedeli. La chiesa crebbe progressivamente in dimensioni e sfarzo fino a trasformasi in una grande basilica romanica affiancata da una potente e ricca abbazia benedettina in grado di ospitare imperatori con tutto il loro seguito. Rimasta a lungo fuori dalle mura cittadine venne circondata da una propria cinta difensiva, con torri e merlature per proteggerla dalle incursioni di barbari e predoni, per i quali chiese e monasteri ricchi di provviste e tesori erano obbiettivi ambiti. Dell'abbazia oggi non rimane che il suggesivo chiostro con le caratteristiche doppie colonne in marmo rosso di Verona e una delle vecchie torri merlate che ospita al suo interno il più antico affresco conosciuto a soggetto profano: "i popoli della terra rendono omaggio al potere imperiale".

La basilica di San Zeno fu ricostruita tra il 1123 e il 1135 dopo il terribile terremoto che danneggiò l'intera città. Le caratteristiche architettoniche ne fanno un esempio da manuale dell'architettura romanica: struttura a capanna, grande rosone, lesene, archetti rampanti, protiro con leoni stilofori, ecc.

Nel corso dei secoli la chiesa di San Zeno svolse un importante ruolo civile oltre che religioso, con un continuo fondersi di elementi sacri e profani: la lunetta del portale, con San Zeno vittorioso sul demonio che benedice fanti e cavalieri della città, a segnare la nascita del libero comune che accomuna le diverse classi sociali (borghesia e nobiltà) nella difesa della città; la misteriosa "ruota della fortuna", scolpita nella ghiera del rosone dal virtuoso Brioloto in sei bassorilievi e un'iscrizione: "Ecco, solo io Fortuna, governo i mortali / elevo, depongo, dono a tutti i beni ed i mali / vesto chi è nudo spoglio chi è vestito / Se qualcuno confida in me, se ne andrà deriso". E ancora le scene scolpite del duello tra Odoacre e Teodorico e la misteriosa fine di quest'ultimo con la caccia infernale che ispirò il Carducci per il suo celebre poema. Sono queste opere scolpite da Nicolò, il raffinato scultore e architetto che girovagando come molti maestri dell'epoca, di fabbrica in fabbrica, lasciò tracce della sua opera nel duomo di Modena e Ferrara. L'anima popolare di San Zeno ritorna nei bassorilievi che raffigurano i mesi con i lavori agricoli che vi si svolgono, nei racconti legati agli oggetti in essa conservati: un tempo il carroccio che seguiva in battaglia l'esercito di Verona e sul quale veniva detta messa e dati gli estremi sacramenti ai combattenti moribondi, la vasca in porfido che la tradizione dice fu trasportata dal demonio soggiogato da San Zeno potente esorcista. E ancora nella cosiddetta bibbia dei poveri, il ciclo di affreschi che lungo tutte le pareti interne, rappresenta con un linguaggio semplice, immediato, di una disarmante capacità comunicativa, i racconti dei Vangeli.

Visite guidate a San Zeno

San Zeno, proprio per la sua particolare storia, si trova a circa 20 minuti a piedi dal centro storico di Verona ma merita sicuramente una visita, tanto più se accompagnati da guide turistiche esperte che possano illustrarvi e farvi apprezzare la complessità e la profondità storico-artistica di questo meraviglioso capolavoro.

Una sosta a San Zeno può facilmente avvenire nel corso del giro in pullman che normalmente precede la visita a piedi del centro storico durante il più classico itinerario guidato di Verona.

 

San Zeno fa parte del circuito di chiese dell'Associazione Chiese Vive che ne garantisce l'apertura con orari regolari. Per l'ingresso è previsto il pagamento di un biglietto di € 2,5. In virtù di una specifica convenzione, per i visitatori accompagnati dalle guide turistiche autorizzate della Provincia di Verona, l'ingresso è scontato a € 1,0.

 

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