La Prima Guerra d'Indipendenza

battaglia di Custoza

La Battaglia di Custoza, uno degli episodi più cruenti della I guerra di Indipendenza. Il momento più violento dello scontro tra austriaci e piemontesi che si protrasse per 5 giorni si ebbe il 23 luglio 1848. La battaglia si concluse con la sconfitta dei piemontesi causata principalmente da disorganizzazione e mancanza di coordinamento.

Con il diffondersi della rivoluzione parigina del febbraio 1848 in tutta Europa i moti arrivarono anche nei territori italiani dell'Impero Asburgico. A Milano il 18 marzo si ebbe un'insurrezione popolare, si innalzarono le barricate e si iniziò una durissima lotta che si protrasse per cinque giorni, le famose "Cinque giornate". Alla fine del quinto giorno il comandante austriaco Radetzky decise di sgombrare la città e di ritirarsi entro le fortezze del cosiddetto quadrilatero: Verona, Peschiera, Mantova, Legnago. Il 22 marzo le truppe austriache abbandonarono anche Venezia, dove un governo provvisorio giudato da Daniele Manin proclamò risorta la Repubblica di San Marco. Cogliendo l'occasione dalle rivolte antiasburgiche la casata sabauda, guidata dal re Carlo Alberto, si mise alla testa di un'alleanza di volontari e truppe di altri stati della penisola e marciò verso il Veneto e Verona dove si erano asserragliati gli austriaci. Questo strano esercito conseguì una serie di importanti vittorie nel Mantovano e a sud del Lago di Garda: Goito, Monzambano e Valeggio sul Mincio. Rimaneva ancora in mano austriaca Peschiera, tra i luoghi più fortificati, attrversato dal Mincio e munito di mura robuste e larghe fosse, progettate già in epoca veneziana dal Sanmicheli e rinforzate dagli austriaci. L'assedio dei piemontesi durò circa un mese. Nelle numerose azioni militari che interessarono la costa sud occidentale del lago di Garda, vi fu anche la celebre battaglia di Pastrengo in cui vi fu la famosa carica dei Carabinieri a cavallo che influenzò le sorti dello scontro.

 

la battaglia di pastrengo

La Battaglia di Pastrengo. In essa di distinsero i carabinieri a cavallo con la loro famosa carica.

Forte delle truppe che arrivavano dal resto della penisola Carlo Alberto riuscì a raggiungere Santa Lucia, a pochi chilometri dalle mura di Verona, oggi ormai un quartiere cittadino. Quella che doveva essere una semplice ricognizione dell'esercito sardo si trasformò quasi subito in un'accesa battaglia con gli imperiali: presso Santa Lucia, al Fenilon, alla Croce Bianca al Chievo, oggi tutti quartieri cittadini. Le perdite furono gravissime, nell'una e nell'altra parte e i piemontesi a causa dei tentennamenti di Carlo Alberto non seppero sfruttare l'occasione e si ritirarono presso le posizioni precedenti a sud del Garda dove riuscirono a conseguire ancora alcuni successi come a Goito e soprattutto a Peschiera, dove la fortezza capitolò. Nonostante questi successi, soprattutto l'indecisione del re e la disorganizzazione dell'esercito sabaudo permise al Radetzky di riprendere l'iniziativa delle operazioni e di infliggere ai piemontesi ripetute sconfitte, l'ltima e più grave delle quali a Custoza, che sarà teatro di un'altra sanguinosa battaglia nel corso della terza guerra di indipendenza, e respinsero i piemontesi a Milano.
Le iniziative degli austriaci all'indomani dello scampato pericolo ebbero importanti e gravi conseguenze per tutto il territorio occupato, in particolare per Verona. L'arrivo di Carlo Alberto con le sue truppe alle porte della città aveva reso il Radetzky più insicuro e la città venne dotata di un poderoso sistema difensivo costituito oltre che dalle imponenti mura bastionate, da più cerchie concentriche di forti che si estendevano fino al Mincio rendendo di fatto la città un sistema difensivo inespugnabile.

 

Scoprite le mura, le porte, le fortificazioni i palazzi assieme alla storia di Verona Austriaca e i luoghi della prima guerra d'Indipendenza a sud del Lago di Garda con gli itinerari delle guide di Verona:

 

☎: +39 333 2199 645

info@veronissima.com