Le chiese di Verona:
Santa Maria in Organo
Il nome della chiesa non deriva dallo splendido e antichissimo strumento conservato al suo interno, ma da un congegno idraulico, organum, che in epoca romana operava nella zona e ne influenzò la toponomastica. Si tratta del quartiere dell'Isolo, l'antica isola fluviale che fino alla costruzione degli argini e all'interramento di un braccio di fiume nel 1888, sorgeva nell'ultimo tratto cittadino dell'Adige.
Le origini di questa chiesa si collocano tra il VI e l'VIII secolo, e l'atmosfera della semplice cripta con le sue colonne romane ci riporta direttamente all'alto medioevo.
La struttura attuale è invece romanica anche se la singolare aggiunta della facciata rinascimentale ad opera di Michele Sanmicheli creano un insieme originalissimo.
L'interno della chiesa è invece più volte stato modificato soprattutto nel corso del diciassettesimo secolo. Santa Maria in Organo ospitava un'importante pala del Mantegna, poi detta Pala Trivulzio, venduta dai monaci che amministravano la chiesa e oggi per fortuna ancora in Italia al Castello Sforzesco di Milano.
Degno di nota anche l'elegantissimo campanile rinascimentale disegnato da Fra' Giovanni, autore anche delle Tarsie lignee del coro.
Le Tarsie di Fra' Giovanni da Verona
Il capolavoro della chiesa sono tuttavia le meravigliose tarsie che decorano gli stalli del coro, realizzate da un monaco olivetano della chiesa, Fra' Giovanni da Verona, talento che Verona "esportò" anche in altre parti d'Italia. Sue sono infatti diverse tarsie di Monte Oliveto Maggiore nel senese. Le tarsie di Fra Giovanni, opere realizzate accostando essenze legnose di diverso colore, sono una summa di arte prospettica rinascimentale, con rappresentazioni di interni, scorci cittadini, animali. |