Fermo e Rustico erano due giovani patrizi romani convertitisi al cristianesimo prima che l'editto di Costantino permettesse il libero culto nell'Impero. Arrestati e portati a Verona, al loro rifiutare l'abiura vennero decapitati presso il campus dedicato al ludus iuvenalis, presso l'attuale quartiere Filippini. Sul luogo del martirio venne quindi costruito un sacello nel quale, nel 755 vennero deposti i resti dei santi che nel frattempo avevano fortunosamente girovagato per il Mediterraneo tra Cartagine e l'Istria.
La chiesa inferiore
La chiesa di San Fermo è in realtà una doppia chiesa.
Di una chiesa dedicata ai Santi Fermo e Rustico si hanno notizie fin dall'VIII secolo. La chiesa inferiore venne eretta nelle forme attuali a partire dal 1065 dai benedettini che lì avevano anche un monastero con annesso ospedale. Siamo agli albori della grande stagione del romanico veronese e l'interno della chiesa ne conserva tutta la suggestione. La struttura è a pianta longitudinale, con due file di pilastri quadrati massicci alternati a pilastri più sottili che dividono la chiesa in tre navate che danno un aspetto insolito alla chiesa, carica di una forza primitiva che affonda le sue radici nelle grandi costruzioni romane che sicuramente ispirarono gli artefici.
Vicino all'abside, del transetto destro, è conservata la pietra su cui seconda la tradizione furono decapitati i santi Fermo e Rustico.
La chiesa superiore
La zona in cui sorge la chiesa, in riva all'Adige, era soggetta a frequenti innondazioni con il continuo accumularsi di detriti che innalzarono in breve il livello stradale. La chiesa di San Fermo si ritrovò quindi sprofondata rispetto al piano stradale e si decise di costruire una chiesa superiore di cui quella inferiore divenne la cripta. La chiesa superiore ha un'impostazione gotica pur conservando alcuni elementi della tradizione romanica veronese come i conci alternati di tufo e cotto. All'interno si viene colpiti dal meraviglioso soffitto ligneo a carena di nave. Tra le preziose opere di importanti artisti veronesi il monumento Brenzoni, con una resurrezione scolpita da Nanni di Bartolo e l'annunciazione ad affresco del Pisanello, altri affreschi di Altichiero e il pulpito di Barnaba da Morano. Alcuni anni orsono, la scoperta di un crocifisso affrescato dietro un dipinto seicentesco fece per un momento pensare al ritrovamento del dipinto di Giotto eseguito per i francescani di Verona di cui parla il Vasari. In realtà l'affresco, pur raffinatissimo e legato al nuovo linguaggio giottesco è quasi sicuramente opera di botteghe locali.
Ricordiamo che in virtù di una convenzione con l'associazione Chiese Vive, per i visitatori accompagnati da guide turistiche autorizzate della Provincia di Verona, l'ingresso alle chiese di Verona, là dove viene richiesto il pagamento di un biglietto, è di 1 euro invece che 3.
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