La biblioteca Capitolare di Verona

Speciale visita guidata alla biblioteca Capitolare di Verona

5 novembre 2017 ore 16.00

15 euro a partecipante

Posti limitati - prenotazione obbligatoria

Per informazioni e prenotazioni:

☎: +39 333 2199 645

info@veronissima.com

 

manoscritto biblioteca capitolare

Un prezioso manoscritto miniato conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona.

 

La visita guidata alla biblioteca Capitolare di Verona è un'esperienza unica ed emozionante. Il visitatore si troverà fisicamente immerso nella Storia, con un legame diretto con le epoche più remote dell'identità e della cultura occidentale. La visita è adatta a tutti, appassionati, semplici curiosi ed è particolarmente indicata come destinazione di una gita d'istruzione a Verona per le scuole di ogni ordine e grado. La visita alla Capitolare è normalmente inserita nel contesto della Cattedrale di Verona, con i resti delle chiese paleocristiane di Sant'Elena e il chiostro dei Canonici, luoghi di grande suggestione e misticismo. 

Il Codice di Ursicino

codice di ursicino

Una porzione del codice di Ursicino, datato 1° agosto 517 d.C..

La biblioteca Capitolare di Verona è ufficialmente la biblioteca più antica del mondo. Ursicino, amanuense della chiesa veronese, firma un codice manoscritto apponendo la data: 1° agosto 517 d.C.. È il più antico documento datato dell'occidente medievale, e attesta inconfutabilmente che all'inizio del VI secolo, pochi decenni dopo la fine dell'impero romano, esisteva a Verona uno scriptorium con annessa biblioteca, la più antica al mondo appunto. Non vi sono documenti che provino una datazione più antica, ma è più che lecito pensare che un luogo dedicato alla produzione e conservazione di libri fosse già attivo addirittura dai primi decenni del IV secolo.

La chiesa delle origini a Verona

Dopo l'editto di Costantino nel 313 d.C. i cristiani poterono professare liberamente la loro fede dopo gli anni delle persecuzioni e iniziarono a costruire i primi luoghi di culto pubblici. Le prime chiese paleocristiane sorsero a ridosso dell'antico edificio termale e i loro resti, con magnifici mosaici, sono tutt'ora visibili sotto la chiesa di Sant'Elena e il chiostro del museo Canonicale. Dove vi erano luoghi di culto e sacerdoti vi era la necessità di testi sacri.

Il Capitolo dei Canonici

il chiostro dei canonici

Il chiostro dei Canonici presso il complesso del Duomo.

La biblioteca venne affidata al Capitolo dei Canonici, una congregazione di dodici ecclesiastici che, affiancati al vescovo e non di rado con lui in conflitto, avevano il compito di formare i nuovi sacerdoti attraverso lo studio di libri liturgici, testi di patristica, biblici e anche di cultura classica. La chiesa di Sant'Elena, a ridosso della cattedrale, divenne la chiesa del Capitolo, istituzione tuttora esistente e proprietario della biblioteca. Progressivamente l'attività dello scriptorium andò intensificandosi, così come la conservazione e il prestito di testi che venivano scambiati con chiese e monasteri di tutta Europa. È sorprendente constatare quanto i preziosi libri viaggiassero in lungo e in largo in un epoca in cui i collegamenti erano difficili e pericolosi. Le varie tappe venivano annotate sulle pagine da chi li riceveva e li teneva per un certo periodo. Nelle biblioteche annesse ai luoghi di culto si preservò una parte del sapere e della letteratura dell'antichità in epoche di terribili sconvolgimenti.

Il patrimonio della Capitolare

biblioteca capitolare di verona

La sala settecentesca della bilioteca Capitolare di Verona.

La biblioteca Capitolare ha conservato i suoi tesori, cioè manoscritti e documenti, nel corso delle invasioni barbariche, e nel susseguirsi di invasori e nuovi dominatori: Teodorico coi Goti, Alboino e i Longobardi, Carlo Magno. Sebbene le guerre, le razzie, le inondazioni dell'Adige che le scorre a ridosso, le bombe, il tempo e gli agenti atmosferici abbiano danneggiato, a volte irrimediabilmente, molto del suo patrimonio, essa conserva ancora al suo interno 1200 manoscritti, 245 incunaboli (i primi libri a stampa del '400), 2500 cinquecentine (libri stampati nel '500), 2800 seicentine (libri realizzati nel '600) per un totale di 70.000 volumi più un consistente archivio documentale. Alcuni di questi testi sono testimonianze straordinarie e sbalorditive per la loro importanza e bellezza, volumi in pergamena scritti in calligrafia elegante e raffinata, che cambia al cambiare delle epoche, abbelliti da preziose miniature, veri e propri capolavori di pittura condensati in pochi centimetri quadrati.

L'indovinello veronese

l'indovinello veronese

L'indovinello Veronese, primo esempio di volgare scritto.

Tra tutti i testi conservati, forse quello più celebre, è il famoso indovinello veronese, il primo testo conosciuto di volgare scritto in un'epoca in cui la scrittura era riservata al solo latino, ancora lingua ufficiale. Si tratta di una riga e mezza di scrittura corsiva indecrifrabile se non agli studiosi, scritta da un anonimo amanuense a margine di un orazionale mozarabico, una raccolta di orazioni proveniente dalla Spagna sotto la dominazione araba dell'VIII secolo. Studiando le varie annotazioni apposte nel corso dei suoi spostamenti è stato possibile ripercorrere l'avventuroso tragitto che l'ha portato prima a Cagliari, poi a Pavia (nel 732), infine a Verona. Qui, uno scrivano, forse per provare un penna d'oca, forse per non scordarsi il divertente enigma che un collega gli aveva sottoposto in una pausa del duro lavoro di ricopiatura, vi appose: “Se pareba boves, alba pratàlia aràba et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba” ossia “teneva davanti a sé i buoi, arava prati bianchi, e un bianco aratro teneva e un nero seme seminava”.

Dante e Petrarca

Altri testi di straordinario valore storico sono le lettere di Cicerone, scoperte all'interno della Capitolare da un ricercatore d'eccezione, Francesco Petrarca, che vi trascorse parecchio tempo durante il suoi soggiorni veronesi. Non vi sono invece prove certe che Dante Alighieri, per sette anni a Verona durante l'esilio da Firenze, abbia frequentato la biblioteca. Tuttavia, se si considera la mole di informazione e sapere contenuta nella Divina Commedia, che in parte fu scritta a Verona, si può facilmente ipotizzare che Dante abbia cercato, anche tra i libri della Capitolare, fonti per la sua opera. Oggi, con la facilità di accesso a tutto lo scibile umano attraverso Internet, si dimentica di quando, fino a non pochi decenni fa, il solo accesso al sapere erano le biblioteche.

Le istituzioni di Gaio

Un altro ritrovamento eccezionale è stato quello delle Istituzioni di Gaio, opera fondamentale del diritto romano rinvenuto in un testo palinsesto agli inizi dell'ottocento. I palinsesti sono pergamene che, quando scarseggiava la pelle di vitello o di agnello, materia prima per la produzione dei fogli dei codici manoscritti, venivano riutilizzate raschiando via la scrittura precedente. I segni delle lettere del vecchio testo tuttavia non scomparivano del tutto e, in particolari condizioni e con l'uso di certi reagenti, potevano essere lette nuovamente. È un palinsesto anche uno dei codici più antichi della Capitolare, con frammenti di Virgilio, Tito Livio e un trattato di un ignoto filosofo greco.

Peste, inondazioni e guerre

La peste del 1630 con la morte di molti bibliotecari, causò la perdita del corpus principale dei manoscritti, poi ritrovati da Scipione Maffei, il più celebre umanista veronese. Napoleone, con la sua sete per opere di valore da portare in Francia, trafugò alcuni codici dalla Capitolare e nel 1882 la grande piena dell'Adige non risparmiò i manoscritti ,molti dei quali furono gravemente danneggiati dall'acqua che sommerse la città. Il colpo più duro alla Capitolare tuttavia lo causò la guerra. Il 4 gennaio 1945, tre mesi prima della fine del secondo conflitto mondiale, una bomba di un aereo americano centrò in pieno la sala principale radendo al suolo l'antica struttura. Con grande lungimiranza i codici più antichi e preziosi erano stati da tempo spostati e messi al sicuro, ma furono moltissimi i libri, comunque di inestimabile valore, distrutti o danneggiati. Con opera certosina i fogli e i frammenti sparsi vennero recuperati e restaurati. La sala settecentesca completamente ricostruita, com'era e dov'era, l'opera di studio e ricerca ripresa come nei precedenti quindici secoli non si era mai interrotta nonostante tutto.

La Capitolare oggi

Oggi la biblioteca Capitolare si presenta con i segni di una storia lunga, complessa e drammatica, aperta a studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Continua il processo di restauro, conservazione e digitalizzazione dei codici più delicati così da permetterne la consultazione evitando il più possibile il contatto con l'aria e la luce, tra i peggiori nemici di pergamena e carta.

 

La biblioteca Capitolare di Verona è visitabile su prenotazione. In casi particolari può essere richiesto di visionare un manoscritto antico di particolare interesse per il gruppo o per il tema della visita.

 

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