Le chiese di Verona:
San Bernardino
Per celebrare la presenza di San Bernardino a Verona in più di un'occasione, Giovanni da Capestrano riuscì a promuovere la costruzione di una chiesa con annesso convento da dedicare al santo senese.
La chiesa, con una semplice facciata gotica e portale rinascimentale, ha una struttura a navata singola con una piccola navata sulla sinistra. La fabbrica fu arricchita dall'opera di alcuni pittori veronesi come Francesco Benaglio, che nel 1463 realizzò la pala dl'altare su modello del dipinto di Andrea Mantegna per San Zeno, installato pochi anni prima.
Attorno al 1530 Margherita Pellegrini, per commemorare la morte del figlio, commissionò a Michele Sanmicheli, la realizzazione di una cappella laterale di forma circolare. Alla cappella Pellegrini si accede attraverso un arco a sinistra della zona presbiteriale, disegnato dal Sanmicheli su modello dell'Arco dei Gavi. La cappella Pellegriniè uno dei progetti più affascinanti di Michele Sanmicheli, disegnata su ispirazione del Pantheon, in marmo candido e piena di luce.
Nel convento adiacente a San Bernardino, a partire dal 1496, venne realizzata la biblioteca Sagramoso, anche nota come Sala Morone, una sala interamente affrescata da Domenico Morone con una teoria di francescani illustri, compresi i papi, dipinti a grandezza naturale su dei podi che in prospettiva paiono uscire tridimensionalmente dai muri.
Sulla parete di fondo, un affresco anche questo di impostazione chiaramente mantegnesca, con la Vergine e il bambino tra i donatori, santi e i francescani martiri del Marocco. |