San Bernardino

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dettaglio di san zeno

Il rosone della facciata di San Zeno, capolavoro del romanico veronese.

DSan Bernardino da Siena, nel suo intensissimo apostolato, portò la sua predicazione ispirata in numerosissime città italiane, e per due volte fu a Verona, la prima nel 1422. Giunse in città dopo aver predicato a Venezia e a Bergamo, in autunno, preceduto da un alone di mistero e stupore per aver resuscitato un uomo sulla strada. La prima predica ebbe luogo in Duomo il primo novembre. San Bernardino rimase a Verona fino al 17 gennaio 1423. Egli ottenne che la tradizionale corsa del Palio venisse spostata dalla prima domenica di Quaresima all'ultima di carnevale, e che ne venissero mitigati i costumi licenziosi. Promosse inoltre la fondazione di un convento di Clarisse e uno di frati Minori. I lavori per la costruzione del convento iniziarono nel 1425 mentre per il monastero egli incontrò resistenze proprio dagli stessi francescani dello storico monastero di San Fermo Maggiore. Nell'ordine era acceso il contrasto tra gli Osservanti, coloro che seguivano con rigore la "Regola" e i Conventuali, più inclini all'interpretazione e all'ammorbidimento.
San Bernardino fu di nuovo a Verona nel 1443, pochi mesi prima di morire, e predicò nuovamente in Duomo. La canonizzazzione avvenne dopo soli sei anni dalla morte, nel 1450.
Per celebrare la presenza di San Bernardino a Verona, Giovanni da Capestrano, succeduto a San Bernardino alla guida dei frati Osservanti, a Verona per delle predicazioni, riuscì a promuovere la costruzione di una chiesa con annesso monastero da dedicare al santo senese. Pare che alcuni miracoli furono determinanti nel convincere i veronesi dell'opportunità dell'impresa. La prima pietra venne posta nel 1452 e in soli due anni la chiesa venne consacrata anche se i lavori proseguirono fino al 1466.

La chiesa, con una semplice facciata gotica e portale rinascimentale, ha una struttura a navata singola con una piccola navata sulla sinistra. La fabbrica fu arricchita dall'opera di alcuni pittori veronesi come Francesco Benaglio, che nel 1463 realizzò la pala dl'altare su modello del dipinto di Andrea Mantegna per San Zeno, installato pochi anni prima.
A partire dall'ultimo quarto del XV secolo, la chiesa di San Bernardino divenne sede ambita per la costruzione di altari e cappelle gentilizie. Le prime due famiglie che realizzarono a San Bernardino le loro cappelle gentilizie furono i Banda e i Medici (1486). Esse sono meglio conosciute con l'intitolazione al Beato Gerolamo Confessore e ai santi Antonio, Francesco e Bernardino. Seguirono poi la Cappella Canossa, quelle degli Avanzi, dei Pellegrini e dei Chiaramonti.
Attorno al 1530 Margherita Pellegrini, per commemorare la morte del figlio, commissionò a Michele Sanmicheli, l'architetto più in voga dell'epoca, la realizzazione di una cappella laterale di forma circolare. Alla cappella Pellegrini si accede attraverso un arco a sinistra della zona presbiteriale, disegnato dal Sanmicheli su modello dell'Arco dei Gavi. La cappella Pellegrini è sicuramente uno dei progetti più affascinanti di Michele Sanmicheli, disegnata su ispirazione del Pantheon, in marmo candido e piena di luce, uno dei monumenti più affascinanti ma meno consosciuti di Verona.

La Sala Morone

dettaglio di san zeno

Il rosone della facciata di San Zeno, capolavoro del romanico veronese.

Nel convento adiacente a San Bernardino, a partire dal 1496, venne realizzata la biblioteca Sagramoso, anche nota come Sala Morone, una sala interamente affrescata da Domenico Morone con una teoria di francescani illustri, compresi i papi, dipinti a grandezza naturale su dei podi che in prospettiva paiono uscire tridimensionalmente dai muri.

 

Sulla parete di fondo, un affresco anche questo di impostazione chiaramente mantegnesca, con la Vergine e il bambino tra i donatori, santi e i francescani martiri del Marocco.

Ricordiamo che in virtù di una convenzione con l'Associazione Chiese Vive, per i visitatori accompagnati da guide turistiche autorizzate della Provincia di Verona, l'ingresso alle chiese di Verona, là dove viene richiesto il pagamento di un biglietto, è di 1 euro invece che 3.

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