Sirmione

la penisola di Sirmione vista dall'alto del castello

Dalla metà della costa meridionale del lago di Garda si estende per 4 km verso nord una sottilissima lingua di terra, in alcuni punti larga appena 120 m. È la penisola di Sirmione, uno dei luoghi più suggestivi del lago di Garda, cantato in varie epoche da poeti e artisti. A circa metà della penisola vi è il paese di Sirmione, un pittoresco borgo risalente all’epoca longobarda anche se scavi archeologici hanno portato alla luce resti di epoca romana quando però il centro più importante si trovava più a nord. Era un’immensa villa romana che la tradizione indica come la dimora natale di Gaio Valerio Catullo, tra i più celebri e moderni poeti latini.

Sirmione può costituire una destinazione a sé per una visita guidata che coniughi storia, arte, architettura e poesia.
Adatta per visite individuali, piccoli e grandi gruppi organizzati, gite scolastiche.
Con una visita guidata di 2-3 ore è possibile visitare tutti i principali luoghi di interesse:

  • Castello Scaligero (esterno e/o interno)
  • Villa di Maria Callas (esterno)
  • San Pietro in Mavino
  • Grotte di Catullo
  • Passeggiata panoramica lungolago

Sirmione è inoltre punto di partenza per gite in barca sul lago di Garda, dalle più brevi circumnavigazioni della penisola di Sirmione per ammirare le grotte di Catullo e il Castello Scaligero dall’acqua, fino alle escursioni più lunghe con destinazione Isola Borghese, Isole del Garda, Salò, etc.
L’immediato entroterra di Sirmione è inoltre zona di produzione del vino Lugana. Numerose le cantine dove è possibile effettuare visite guidate con degustazione

Visita guidata di Sirmione

la penisola di Sirmione vista dall'alto del castello

La visita guidata parte dall'ingresso del borgo, costituito dalle mura meridionali del Castello Scaligero. Oggi l'accesso avviene per mezzo di un ponticello in muratura, ma un tempo al suo posto c'era un ponte levatoio che all'occorrenza poteva essere sollevato isolando il borgo. Per creare il fossato fu scavato il canale che taglia la punta della penisola di Sirmione rendendola di fatto un'isola.
Dalla piccola darsena sempre affollata di barche di pescatori e da diporto si gode di una bellissima visuale del castello, col mastio e le cortine di mura merlate.

Il Castello

Un passo della poesia di Catullo dedicata a Sirmione L'ingresso al castello è sulla destra appena dentro al paese. Sul portale di accesso trovano ancora posto lo stemma scaligero e il leone di San Marco, simbolo della Serenissima Repubblica di Venezia, simboli di due delle potenze che si susseguirono nel suo controllo.
Dal castello si può salire ai camminamenti di ronda e più su fino al mastio da cui si gode un'eccezionale vista di 360° sul borgo e la penisola di Sirmione. Dall'alto del mastio si vede chiaramente la grande darsena del castello circondata da mura che avrebbero protetto dagli attacchi del nemico le imbarcazioni che vi si fossero rifugiate.
Il castello attuale fu costruito da Cansignorio della Scala alla fine del '300, ampliando un precedente fortilizio forse costruito su una torre romana o longobarda. Il castello è in perfetto stato di conservazione.

Il Borgo

Attraversati alcuni stretti vicoli si giunge a Piazza Carducci il cuore di Sirmione, con i suoi caffè, hotel, ristoranti, pizzerie.
Da piazza Carducci vi sono gli imbarchi da cui si possono prendere i battelli della linea pubblica di navigazione o i motoscafi privati su cui avventurarsi in una gita sul lago di Garda. Vicino alla darsena si trova il busto di gaio Valerio Catullo, nume tutelare di Sirmione.

Gaio Valerio Catullo

Gaio Valerio Catullo nacque a Sirmione l'84 a.C.. La sua era una famiglia ricca e importante che diede ospitalità a Giulio Cesare in una tappa dei suoi viaggi verso le Gallie. Per dare ospitalità a una figura come Cesare serviva un luogo adeguato. Questo è uno degli indizi che fa ritenere a molti che la grande e sfarzosa villa, i cui resti la tradizione chiama "le grotte di Catullo", sia proprio il luogo dove il celebre poeta nacque e trascorse l'infanzia.

Un passo della poesia di Catullo dedicata a Sirmione Catullo si trasferì a Roma attorno al 60 a.C. dove condusse una dolce vita ante litteram frequentando giovani artisti di belle speranze, personalità dell'epoca, donne affascinanti. Di una di queste, Clodia, si innamorò perdutamente, trascorrendo una breve ma intensa storia d'amore, che finì a causa della volubilità di lei: "Ciò che una donna dice a un amante appassionato scrivilo nel vento, o nell'acqua che scorre". Per Clodia, che Catullo chiama Lesbia, il poeta scrisse versi indimenticabili.
Catullo aderì alla corrente poetica dei neoteroi, che rivoluzionò l'arte e la poesia dell'antichità. In un'epoca in cui la poesia si occupava di argomenti "alti", raccontando di dei ed eroi, celebrando i potenti, autori come Catullo parlavano invece di piccole cose: amore, amicizia, nostalgia, scrivendo versi immortali per la loro universalità e modernità. Non mancano naturalmente parole per la sua amata Sirmione come nel carme XXXI.

Le Grotte di Catullo

Lo scavo archeologico delle grotte di Catullo visto dall'alto

E andiamo dunque a visitare le grotte di Catullo. Bisogna uscire dall'abitato e proseguire verso nord fino alla punta estrema della penisola di Sirmione. I resti dell'antica villa romana occupano una superficie di circa 2 ettari (20.000 metri quadri) che ne fa lo scavo archeologico più grande nel Nord Italia. Non si tratta di vere grotte naturalmente, ma quando la villa venne abbandonata e cadde in rovina la vegetazione crebbe rigogliosa e abbondante attorno e sopra le immense strutture dei ruderi coi loro anfratti e ambienti sotterranei, dando l'impressione che si trattasse proprio di grotte naturali.
Grotte in generale era come si chiamavano i grandi ambienti di edifici e strutture dell'antica Roma abbandonati e dimenticati. Quando con il Rinascimento ci fu la riscoperta dell'antico, gli artisti si calavano con corde e fiaccole all'interno di queste "grotte" per studiare le decorazioni alle pareti da cui trarre ispirazione: festoni, mascheroni, ghirlande, ecc., vennero quindi definite grottesche, cioè alla maniera dei dipinti delle grotte.
Le ville in antichità erano dimore Patrizie costruite all'interno di vaste proprietà terriere. Annessi all'edificio nobile si trovavano perciò gli edifici rustici dove vivevano braccianti e schiavi che si dedicavano ai lavori dei campi e alle attività di trasformazione, e dove venivano immagazzinati i prodotti o allevati gli animali.
Del corpo della villa di Sirmione vera e propria rimane molto poco. Ciò che invece impressiona sono i resti degli ambienti annessi e delle strutture di sostegno che reggevano il corpo principale. La villa fu infatti costruita su un terreno accidentato con avvallamenti e dislivelli che dovette essere spianato riempiendo fossi e, dove il dislivello era troppo accentuato, costruendo un complesso sistema di sostruzioni (strutture di sostegno) che creavano un'ampia piattaforma pianeggiante su cui era costruita la parte residenziale.

I resti del criptoportico presso le Grotte di Catullo

Salendo alla parte alta di questa piattaforma si passa affianco ai resti di un ampio e lungo criptoportico, una doppia galleria sotterranea le cui volte erano rette al centro da un colonnato. Resta sconosciuto l'effettivo utilizzo di questo ambiente.

Sul lato meridionale della villa si trovava probabilmente l'ingresso. Si conservano i segni dei muri perimetrali di alcuni ampi ambienti e tracce di mosaico.

Le Terme

il tepidarium con ipocausto della villa romana di Sirmione

Il complesso era dotato di proprie terme. Si possono chiaramente distinguere due ambienti, dotati di ipocausto, l'ingegnoso sistema di intercapedini in cui veniva convogliata da una fornace aria calda per il riscaldamento. Uno, più grande, era forse il tepidarium, l'altro, più piccolo, il calidarium. Una costruzione i cui muri si sono conservati era probabilmente la cisterna che forniva l'acqua alle terme.

La Grande Cisterna

Una cisterna, ancora più grande, si trova invece a metà della spianata su cui sorgeva il corpo dell'edificio. Era un'opera imponente, 43 metri di lunghezza, profonda 8-9 metri, scavata nella roccia e coperta da una volta in mattoni disposti a spina di pesce che, a distanza di duemila anni, è perfettamente conservata. In essa veniva raccolta l'acqua di cui aveva bisogno l'intera villa giacché, costruita su uno sperone roccioso, era troppo lontana dal lago, e non era possibile raggiungere alcuna falda acquifera.

La Terrazza

il tepidarium con ipocausto della villa romana di Sirmione

L'estremità nord della villa era caratterizzata da un'ampia terrazza, realizzata sulle più alte e imponenti tra le sostruzioni, proprio a picco sul lago. La grande piattaforma è quasi completamente crollata. Alcune pietre forate rinvenute tra le macerie a valle hanno fatto ipotizzare che attorno alla terrazza vi fosse un sistema di pali che reggeva un ampio velarium, una tenda come quella di teatri e anfiteatri, che ombreggiava l'intera superficie della terrazza rendendola un luogo ameno.

Si può solo fantasticare sullo sfarzo che una tale villa doveva esprimere. Simili dimensioni e imponenza fanno ipotizzare che le finiture e gli arredi fossero di un lusso e una raffinatezza con pochi paragoni, costruita tra l'altro in un luogo particolarmente disagevole, ma con il preciso intento di godere di una visuale ineguagliabile del lago che si apre davanti a noi in tutta la sua magnificenza.

L'Abbandono

Rudere di una delle strutture di sostegno della villa romana di Sirmione

Nel III secolo la villa venne abbandonata. Le prime scorribande delle popolazioni barbariche resero evidente che una residenza così lussuosa e in posizione così evidente, impossibile da difendere, sarebbe stata facile preda di razzie e violenze.
Il declino fu rapido e inesorabile.
In epoca longobarda divenne sede di una postazione di avvistamento e di alcune sepolture.

Il Museo

Affresco romano raffigurante un giovane uomo con un rotolo

La visita guidata delle grotte di Catullo si conclude nel piccolo ma interessantissimo museo annesso all'edificio di servizio. Vi sono esposti i reperti rinvenuti nel corso delle varie campagne di scavo che si sono succedute nella villa e in altre aree limitrofe: frammenti di fregi, vasellame, lucerne, bronzi, monete, iscrizioni, miliari.
In una teca del museo è esposto un frammento di affresco rinvenuto nella villa raffigurante un giovane uomo che regge un rotolo, vestito con la tipica toga patrizia. A molti piace pensare che si tratti proprio del ritratto del giovane poeta Catullo.

Maria Callas

La villa di Maria Callas a Sirmione

La celebre soprano debuttò al festival operistico dell'Arena di Verona nel 1947. Lì conobbe il marito, Giovan Battista Meneghini, facoltoso imprenditore. La coppia trascorreva le vacanze estive nella villa che possedevano a Sirmione.
Ancora si possono ritrovare i luoghi dove la divina visse e soggiornò a Sirmione, come il Gran Caffè Italia, nella piazza principale del paese, dove la Callas soleva prendere l'aperitivo.
La bella villa liberty, non più di proprietà della famiglia Meneghini, è tuttora visibile poco fuori l'abitato e inclusa nelle visite guidate di Sirmione.

Le Terme di Sirmione

Sirmione è anche un importante centro termale. Nel 1889 alcuni palombari scoprirono sul fondo del lago poco al largo della penisola di Sirmione una sorgente da cui fuoriusciva acqua a quasi 70° di temperatura.  Alcuni ipotizzarono che già i romani conoscessero e sfruttassero le acque termali. La cosa è abbastanza improbabile in quanto la fonte è situata a 15 metri di profondità e solo lo sviluppo delle attrezzature da immersione ha permesso la scoperta.
Le acque sulfuree di Sirmione hanno dimostrato efficacia nella cura di alcuni disturbi dell'apparato respiratorio e uditivo, ma sono l'ideale anche solo per dello spensierato relax.
L'acqua venne incanalata ed è tutt'oggi distribuita ai centri termali e ad alcuni alberghi.
Durante le gite in barca che circumnavigano la penisola di Sirmione, i barcaioli spesso si fermano proprio sul punto che sovrasta la fonte. Se il lago è sufficientemente calmo è possibile scorgere le fitte bollicine quando raggiungono la superficie e sentirne il caratteristico odore.

Passeggiata Panoramica

Al termine dalla visita guidata delle Grotte di Catullo si tornerà verso il borgo lungo la bellissima passeggiata che costeggia il lago sul lato orientale della penisola.
Si passerà così lungo la stazione di pompaggio dell'acqua termale nei pressi della quale si percepisce il caratteristico odore di zolfo. L'acqua in eccesso viene reimessa nel lago attraverso delle tubature di troppo-pieno. Qualcuno, anni addietro, ha costruito una sorta di diga ammassando pietre attorno alla canalina, e creando così una rudimentale piscina a filo del lago dove l'acqua calda si accumula permettendo di fruire gratuitamente delle terme.
Lungo la passeggiata panoramica si godono alcuni suggestivi scorci sul castello e il borgo.

Navigazione sul Lago di Garda

Da Sirmione è possibile effettuare gite in barca, sia sui mezzi della Società Navigazione Garda che effettuano collegamenti regolari con tutti i paesi del Benaco, sia con le numerose imbarcazioni private con cui è possibile concordare itinerari turistici personalizzati attorno alla penisola o in varie zone del lago, accompagnati da guide turistiche che illustrino la storia, l'arte, la natura e le curiosità della zona.

Informazioni e visite guidate:

+39 333 2199 645 info@veronissima.com P.I. 03616420232 C.F. CPPMHL74L13L781C