Unità d'Italia e annessione del Veneto

battaglia di custoza

Dopo la drammatica battaglia nel corso della prima guerra di Indipendenza, Custoza con le sue alture, fu nuovamente teatro di aspri scontri tra le truppe italiane e quelle austriache.

Nel 1861 fu proclamata l'unità d'Italia. Cavour, dietro cessione di Nizza e della Savoia era riuscito a far accettare a Napoleone III l'annessione della Toscana e dell'Emilia Romagna che venne sancita da un plebiscito popolare.
Dall'altro lato, Garibaldi, alla testa delle sue mille camice rosse compiva la sua vittoriosa spedizione nel Regno delle Due Sicilie consegnando poi il territorio conquistato nelle mani del Re Vittorio Emanuele II. Anche il sud Italia veniva così ammesso al Regno Sabaudo.
Il Veneto tuttavia restava ancora saldamento sotto il dominio austriaco.
Per ottenere il Veneto, questa volta, il neonato Regno d'Italia guidato dal primo ministro La Marmora, succeduto nel frattempo a Cavour scomparso il 6 giurno del 1861, si alleò con con la Prussia. Anche il grande regno germanico, come l'Italia, aveva interesse a combattere l'Austia e a ridimensionarne l'influenza nella Confederazione Tedesca così da poter avviare un'unificazione nazionale.
Alleandosi con la Prussia, in caso di vittoria, il regno d'Italia avrebbe ottenuto il Veneto.
L'Austria, intimorita da questo attacco su più fronti, propose all'Italia la cessione del Veneto in cambio della neutralità che però venne rifiutata dando inizio alla campagna militare.
L'esercito e la marina italiana vennero però duramente sconfitti dagli austriaci, per mare a Lissa, e in terra di nuovo a Custoza, in territorio Veronese. Ad aggiungere alla drammaticità delle sconfitte, il fatto che quasi tutta la marina austriaca e parte dell'esercito fossero costituiti proprio da veneti.
Nonostante le sconfitte, grazie alla schiacciante vittoria prussiana nella battaglia di Sadowa, il Regno Italiano ottenne dall'Austria, tramite un passaggio formale alla Francia, la cessione del Veneto. La cerimonia protocollare di cessione del Veneto al Regno d'Italia fu firmata a Verona, a Palazzo Carli, sede del comando austriaco, dai generali Moering e Jacobs per parte asburgica, e dal generale Le Boeuf per la Francia.
L'annessione fu sancita da un plebiscito con risultato di 88.864 voti favorevoli e 5 contrari.
La partenza dell'esercito austriaco fu accompagnata da qualche tumulto e funestata dalla morte di Carlotta Aschieri, incinta al settimo mese, trafitta dalle baoionette dei soldati austriaci mentre beveva un caffé con il marito in un bar di piazza Bra.

 

carlotta aschieri

L'uccisione della giovane Carlotta Aschieri nel corso delle repressioni austriache all'indomani dell'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Rappresentazione dell'artista Pietro Rossi conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Verona.

Nel luogo dove a lungo vi fu un bar, del quale oggi ha preso il posto un negozio di biancheria, una targa ricorda ancora l'inutile e barbaro omicidio.
Il 16 ottobre 1866 le truppe italiane entravano finalmente a Verona.

 

vittorio emanuele piazza bra

Inaugurazione della statua di Vittorio Emanuele II, opera dello scultore milanese Antonio Borghi, collocata in piazza Bra nel 1883.

 

Le mura, le porte, le fortificazioni i palazzi e i luoghi delle tremende battaglie che si combatterono a sud del lago di Garda assieme alla storia di Verona Risorgimentale possono essere visitate con gli itinerari cittadini e nelle province di Verona, Mantova e Brescia assieme alle guide turistiche della città. In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia le guide turistiche di Verona propongono speciali itinerari adatti alle scolaresche in gita scolastica e a gruppi di adulti che vogliano ripercorrere alcune importanti fasi dell'unificazione del paese: Itinerari nella Verona Risorgimentale e Austriaca, Itinerari Guidati a San Martino Solferino e Custoza, Itinerari Guidati a Castiglione delle Stiviere.


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