Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle

Castelvecchio

Museo di Castelvecchio

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Archeologico

Mosaico gladiatori

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Lapidario

Bassorilievo romano

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Affresco manierista

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Arte Moderna

Dipinto di Hayez

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Palazzo Maffei

Pala medievale e squarcio di Burri

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Scavi Scaligeri

Scavi archeologici

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Storia Naturale

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Miniscalchi Erizzo

Interno del palazzo Miniscalchi

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Antico Manoscritto

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Poster di Maria Callas

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Africano

Maschere africane

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Affresco monocromo strappato raffigurante Giove e Giunone seduti uno di fronte all'altra

Il Museo G.B. Cavalcaselle di Verona espone gli affreschi strappati dalle facciate dei palazzi e dalle chiese cittadine. È allestito all'interno dell'antico monastero sconsacrato di San Francesco al Corso. Stando ai racconti di Giulietta e Romeo, è il luogo dove venne sepolta Giulietta e in cui svolge l'epilogo della tragedia shakespeariana.

Informazioni e visite guidate:

+39 333 2199 645 info@veronissima.com P.I. 03616420232 C.F. CPPMHL74L13L781C

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È un museo unico nel suo genere. Oltre agli affreschi sono esposti dipinti, bronzi rinascimentali e alcune anfore romane lasciate nei sotterranei là dove sono state ritrovate. Nel percorso espositivo è inclusa anche la cripta che conserva il sarcofago in pietra che la tradizione considera la tomba di Giulietta.

Se vuoi approfondire

La leggenda di Giulietta e Romeo e come fu scoperta la tomba dell'eroina shakespeariana

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Verona Urbs Picta

A Verona nel 1500 e 1600 era di moda decorare le facciate dei palazzi con affreschi. Potevano essere scene allegoriche, mitologiche o religiose. Alcuni avevano colori accesi e brillanti, altri erano dipinti a monocromo per imitare sculture e bassorilievi. Passeggiando per le vie e le piazze del centro con il naso all'insù se ne possono vedere ancora molti esempi, più o meno ben conservati ad esempio in piazza Erbe.
Erano talmente tanti che Verona venne soprannominata urbs picta, ossia "città dipinta".

Lo Strappo degli Affreschi

Poiché l'affresco è realizzato direttamente sul muro non è possibile spostarlo come si fa con un dipinto su tavola o su tela. Se il muro su cui si trova viene danneggiato da umidità o crolli, l'opera va persa per sempre. Ecco che allora, già in antichità, si svilupparono varie tecniche per asportare la superficie pittorica dal muro e renderla trasportabile come se fosse un quadro qualsiasi. In quelle più semplici viene tagliato e rimosso il pezzo di muro su cui si trova l'affresco. In quelle più complesse e sofisticate si rimuove solo la superficie dipinta. Vengono incollati sul muro vari strati di tela e tirando si rimuove un sottile strato di intonaco. Il risultato dello strappo viene quindi incollato su un telaio mobile e le tele usate per staccarlo sono rimosse.
Questa tecnica venne abbondantemente utilizzata tra fine '800 e primi del '900 per mettere in salvo le splendide decorazioni di alcuni importanti palazzi e chiese di Verona.

Palazzo Fiorio della Seta

affresco strappato proveniente da Palazzo Fiorio della Seta

Tra le opere che costituiscono il nucleo centrale del Museo Cavalcaselle di Verona vi sono gli affreschi provenienti da Palazzo Fiorio della Seta. Era uno dei più spettacolari edifici di Verona, costruito da una facoltosa famiglia di commercianti in riva all'Adige, nella zona dell'isola che un tempo esisteva in mezzo al fiume. Vi si poteva accedere su barche direttamente dall'acqua, come avviene per i palazzi veneziani.
La facciata era interamente ricoperta da affreschi realizzati da Domenico Brusasorzi e Bernardino India, massimi esponenti del manierismo veronese.

affresco strappato proveniente da Palazzo Fiorio della Seta

I dipinti erano a monocromo, a imitazione di rilievi scolpiti e raffiguravano scene mitologiche.
Nel 1882 una devastante inondazione dell'Adige danneggiò gravemente l'edificio che venne demolito per permettere la costruzione degli argini che avrebbero protetto la città dalle successive piene.
Le preziose opere vennero staccate e sono oggi esposte nel museo degli affreschi assieme a un modellino di Palazzo Fiorio della Seta e alcune foto d'epoca che mostrano come apparisse.

Altichiero e i Palazzi Scaligeri

affreschi staccati di altichiero per i sotto-archi dei palazzi scaligeri

Un'altra delle opere più significative del Museo degli Affreschi di Verona sono i dipinti per i sottarchi delle finestre dei palazzi Scaligeri. L'edificio è l'antica residenza dei della Scala, uno dei palazzi che tuttora costituiscono la bellissima piazza dei Signori nel centro di Verona. Nel 1364 Cansignorio della Scala chiamò il pittore Altichiero a decorare la loggia del palazzo. Altichiero, pittore veronese, è considerato uno dei massimi autori del raffinato stile Gotico Cortese. Nei sottarchi realizzò un ciclo di imperatori romani di profilo che serviva a celebrare la dinastia della Scala associandola all'importanza che Verona aveva avuto in epoca romana.
Gli affreschi, strappati nel 1967 sono stati montati su una struttura che riproduce le forme degli archi a sesto acuto del palazzo di Cansignorio della Scala.

La Sala delle Muse

Una delle sale del museo Cavalcaselle di Verona è stata realizzata per accogliere gli affreschi staccati da palazzo della nobile famiglia Guarienti. Le dimensioni e la disposizione dell'ambiente riproducono fedelmente lo spazio originario dove i dipinti di Paolo Farinati, uno dei più importanti pittori veronesi della seconda metà del '500, si trovavano. All'interno di architetture e aperture dipinte che si mescolano con quelle reali di porte e finestre, sono collocate figure allegoriche e mitologiche.
Ogni sabato mattina, in questa suggestiva sala vengono celebrati i matrimoni civili del Comune di Verona.

Altre Opere

Altre opere degne di rilievo sono il grande ciclo che raffigura la cavalcata di Carlo V e Clemente VII a Bologna, dipinta da Paolo e Jacopo Ligozzi. Decorava una grande sala di rappresentanza del palazzo Fumanelli a Verona.
Vi sono poi alcune grandi tele dipinte da Felice Brusasorzi, Anselmo Canera e Paolo Farinati per palazzo Ridolfi con le storie di Mosé.

affreschi staccati dalla grotta di San Nazaro e Celso

Un'altra testimonianza straordinaria della pittura murale veronese è il ciclo pittorico che decorava l'interno della grotta di San Nazaro e Celso. Questa era un antico luogo di culto paleocristiano, scavato nel tufo delle colline veronesi fuori dall'originaria città romana. Vi sono due strati di pittura, uno risalente addirittura al X secolo, e chiaramente influenzato dallo stile bizantino, l'altro del XII secolo.
Nei sotterranei del museo sono conservate alcune anfore romane.

Chiesa di San Franceso al Corso

l'interno della chiesa di San Francesco al Corso

La chiesa sconsacrata di San Francesco al Corso annessa al monastero è invece stata trasformata in una pinacoteca. Vi sono esposte alcune grandi tele di pittori veronesi tra 1500 e 1600 e le sculture in bronzo che decoravano la loggia del Consiglio in piazza dei Signori.

La Visita Guidata al Museo degli Affreschi

Il Museo degli Affreschi di Verona non avrà opere di artisti famosi e conosciuti dal grqnde pubblico, ma merita certamente una visita. Le collezioni sono variegate e insolite, con opere di vario genere, tematica e provenienza, allestite con soluzioni architettoniche originali e innovative. Il percorso nell'antico monastero è articolato, si snoda attraverso il suggestivo chiostro, il cortile esterno, le vecchie celle, la chiesa e la cripta sotterranea dove si trova il sarcofago ritenuto la tomba di Giulietta.
Ti consigliamo di rivolgerti a una guida turistica che ti accompagni in un percorso significativo e coerente attraverso le opere, con le loro tematiche, le tecniche di realizzazione, le vicende dei palazzi da cui provengono.
Il museo è dotato di aula didattica che lo rende una destinazione adatta agli studenti in gita scolastica. Potranno qui approfondire le tematiche relative alla pittura rinascimentale e alla tecnica dell'affresco.

Informazioni e prenotazioni:

+39 333 2199 645 info@veronissima.com P.I. 03616420232 C.F. CPPMHL74L13L781C