San Giorgio di Valpolicella

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dettaglio di san zeno

Il rosone della facciata di San Zeno, capolavoro del romanico veronese.

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Con le guide turistiche della Valpolicella alla scoperta della pieve romanica di San Giorgio.
San Giorgio è una delle chiese più affascinanti e ricche di storia del territorio veronese. Si trova nel villaggio che da essa prende il nome, sul versante ovest della Valpolicella, ai piedi del Monte Solane, a ridosso del termine meridionale della Valdadige, a pochi chilometri dal Lago di Garda e da Verona che, assieme ai declivi coperti di uliveti, vigne e cipressi, costituiscono lo splendido panorama che si può godere dallo spiazzo antistante la pieve.

 

Sin dall'epoca preistorica il luogo ove oggi sorge il villaggio di San Giorgio fu abitato dalle antiche popolazioni del nord-est d'italia: Reti e Arusnati in particolare, che proprio in Valpolicella avevano costituito una sorta di federazioni tra città stato di cui San Giorgio costituiva probabilmente un comune centro religioso con un santuario dedicato al Sole. Alcuni monumentali resti di questo antico edificio si possono ancora vedere su un lato del sagrato della pieve e l'altare del tempio fu in seguito utilizzato come basamento di una delle colonne della navata.

 

La pieve di San Giorgio fu realizzata attorno all'VIII secolo.
Alla colonizzazione romana che interessò buona parte della Valpolicella seguirono le invasioni barbariche e con esse il progressivo diffondersi della religione cristiana.
La chiesa venne realizzata nelle semplici e austere forme del primo romanico, utilizzando l'abbondante pietra calcarea locale. Il doppio abside e il ciborio ne evidenziano invece la forte influenza longobarda. Il ciborio è una caratteristica struttura a baldacchino sostenuta da quattro colonne e che sovrasta l'altare e il tabernacolo che contiene le particole. E' un elemento architettonico tipico dell'architettura sacra longobarda e spesso è finemente decorato.

 

Anche il ciborio di San Giorgio di Valpolicella è infatti decorato con un finissimo rilievo di nodi e motivi geometrici e animali stilizzati tipici dell'arte celtica. Il ciborio è firmato come opera di maestro Orso, e venne realizzato ai tempi del re longobardo Liutprando.

 

L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate. La poca luce che filtra attraverso le strette finestre crea all'interno una soffusa atmosfera di raccoglimento. Gli spessi muri sono per lo più lasciati con le semplici pietre a vista a parte i cicli di affreschi che decorano gli absidi, l'interno degli archi e le pareti delle navate laterali. Tra essi L'Ultima Cena, un gruppo di Apostoli attorno alla Sacra Mensa e una Cacciata dal Paradiso. Lo stile dei dipinti, semplice e arcaico, affascina ancora per il suo impatto espressivo e comunicativo.

 

Nel XII secolo, a fianco della chiesa fu realizzato un chiostro, originariamente al centro di un complesso che probabilmente includeva altri edifici che accoglievano la folta comunità di clerici addetti alla pieve. Purtroppo agli inizi dell'800 tali edifici vennero demoliti per far posto alla canonica lasciando solo tre lati del chiostro, caratterizzato dalla serie di capitelli che decorono le colonnette. Ciascuno di tali capitelli è diverso dagli altri, lavorati in forme arcaiche che raffigurano animali grotteschi ed elementi vegetali come foglie e immancabili grappoli di uva.

La pieve di San Giorgio, assieme all'omonimo paese, è spesso tappa degli itinerari guidati alla scoperta della Valpolicella e può essere perfetta integrazione di una visita con degustazione a una delle numerose cantine della zona o sosta panoramica di un tragitto che da Verona porti verso il lago di Garda passando per le splendide colline veronesi.

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