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Vini Veronesi: Il Soave

soave

In molti ritengono che il nome del borgo medioevale di Soave, nell'est veronese, derivi dalla "soavità" del vino che qui si produce. Con più probabilità, la toponomastica risale ai tempi delle invasioni barbariche che seguirono la caduta dell'impero romano. Sul colle che domina la pianura, in posizione strategica sulle vie di comunicazione est-ovest, si insediò una tribù di Svevi, Suebi secondo l'antica pronuncia latina, da cui sarebbe in seguito derivato appunto Soave.
Il soave è un un vino bianco, prodotto da uve Garganega e Trebbiano di Soave, uno dei più rinomati vini italiani all'estero.
Il soave può essere fermo e secco, leggermente frizzante o nella versione recioto, dolce. La zona di produzione situata sulle colline da' la variante di maggiore qualità di soave, il Classico superiore, il 20% dell'intera produzione che ammonta a circa 50 milioni di litri annui. E il "mare" di vitigni che si ammira a perdita d'occhio dalle alte mura del castello scaligero di Soave, rende conto di una simile produzione.
Il soave superiore richiede un invecchiamento di 8 mesi e un grado alcolico minimo di 11.5%.
Di colore giallo paglierino, può avere sfumature verdognole, il soave ha un gusto delicato e leggero, con note di mandorla e profumi floreali. Acidità contenuta.
E' popolarissimo come aperitivo nei bar del centro a Verona, ed è un ottimo compagno per piatti di pesce.

Un tour per le cantine di Soave, alcune delle quali offrono suggestive visite al loro interno, tra botti e bottiglie allineate nelle gallerie scavate all'interno della montagna, può comprendere una visita guidata al caratteristico borgo medioevale, con il castello che fa rivivere epoche antiche di dame e cavalieri:

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