Giulietta e Romeo a Verona
La Versione di Luigi da Porto
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Una delle numerose versioni della storia di Giulietta e Romeo, con tutta probabilità quella da cui Shakespeare trasse la sua tragedia, è quella di Luigi da Porto.
Luigi da Porto nasce nel 1485 da una nobile famiglia vicentina. Ebbe la tipica vita di un uomo di corte rinascimentale, avventurosa e fatta di duelli, amori e ozi letterari. Luigi da Porto ci lasciò numerose rime, varie lettere storiche in cui racconta la situazione e le vicende dell'Italia settentrionale nei difficili anni della guerra della Lega di Cambrai, alle cui battaglie prese parte in prima persona rimanendone ferito, e soprattutto per la sua Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti, che con tutta probabilità fu il testo al quale William Shakespeare si ispirò per la stesura della sua tragedia Romeo e Giulietta. A Montorso Vicentino, dove il Da Porto si ritirò negli ultimi anni di vita prima della morte sopraggiunta nel 1529, rimane la bellla villa Da Porto-Barbaran, in cui la bella Historia, con tutta probabilità, venne scritta.
Historia
novellamente ritrovata di due nobili amanti
con la pietosa loro morte intervenuta già
nella città di Verona
nel tempo del signor
Bartolomeo della Scala
Nella dedica alla "bellissima e leggiadra madonna Lucina Savorgnana" che precede il racconto vero e proprio, Luigi Da Porto spiega come la storia di Giulietta e Romeo sia stata da lui più volte udita, e quindi gli sia venuto il desiderio di metterla per iscritto.
Luigi Da Porto racconta come in gioventà, essendosi lui dedicato al "mestier dell'armi", era di volta in volta mandato là dove ve ne fosse bisogno. Dirigendosi egli verso Udine, suo compagno di strada è un anziano arciere di Verona di nome Peregrino che, per alleviare la noia del viaggio, decide di raccontare una storia che dice sia veramente accaduta nella sua città.
La storia si è svolta nel tempo in cui Verona era retta da Bartolomeo della Scala, "signore cortese e umanissimo". In quel tempo vi erano in città due nobilissime famiglie, Cappelletti e Montecchi, uguali in ricchezza e nobiltà, ma opposte da un antico odio di fazione. Peregrino racconta anche che i Montecchi, per una serie di vicissitudini ora dimorano a Udine dove sono detti Monticuli di Verona.
Le due famiglie, nei loro scontri avevano causato molti morti, dall'una e dall'altra parte tanto che era stata decisa una tregua che sembrava durare. Continua >>
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