William Shakespeare

Giulietta e Romeo

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Casa di Giulietta

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Casa di Romeo

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Tomba di Giulietta

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Romeo e Tebaldo

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Mura ed esilio

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William Shakespeare

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Luigi da Porto

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Matteo Bandello

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Arche Scaligere

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Ningbo

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Ritratto di William Shakespeare

Chi era davvero William Shakespeare? Come è venuto a conoscenza della trama di Romeo e Giulietta, scritta molti decenni prima da autori italiani?
Nel nostro tour sulle tracce di Giulietta e Romeo a Verona proponiamo alcune ipotesi e spiegazioni.

I nostri prossimi tour

11 settembre - h17:00
Romeo e Giulietta


Tutto quello che sai della storia è sbagliato.

📍 Piazza Bra
€10 a persona

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12 settembre - h10:30
Verona di Dante


Dante a Verona e Verona nella Divina Commedia.

📍 Piazza Bra
€10 a persona

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18 settembre - h15:00
Barche, Mulini & Co


Camminando lungo il fiume Adige.

📍 Ponte di Castelvecchio
€10 a persona

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25 settembre - h15:00
Cangrande


I bambini alla scoperta del mitico signore medievale.

📍 Piazza delle Poste
€10 a persona

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Per informazioni e visite alla Verona Shakespeariana:

+39 333 2199 645 info@veronissima.com P.I. 03616420232 C.F. CPPMHL74L13L781C

William Shakespeare è senza alcun dubbio uno degli scrittori più famosi di tutti i tempi. Le sue opere teatrali sono conosciute in tutto il mondo e lasciano sbalorditi per l'attualità e universalità dei temi trattati e per come rappresentano caratteri e sentimenti umani.
La figura storica di William Shakespeare è ben documentata ma restano dubbi sulla paternità delle opere che portano la sua firma.

  • Possibile che il figlio di un guantaio educato in una modesta scuola pubblica di provincia sia diventato il più importante e raffinato scrittore in lingua inglese?
  • Come può l'attore di una compagnia londinese, avvezzo a pettegolezzi tra colleghi e risse da taverna, conoscere così intimamente le sottigliezze e le sfaccettature del potere e della politica tipiche di corti nobiliari e palazzi reali?
  • Come può una persona che non ha mai lasciato l'Inghilterra sapere così tanto di luoghi lontani ed esotici come Venezia, Padova, Verona?
Per ciascuna di queste domande ci sono risposte convincenti e non esistono prove certe che dimostrino che il drammaturgo di Stratford upon Avon non sia l'autore di Amleto, Giulio Cesare o Mc Beth. I dubbi tuttavia restano.

Teorie alternative

Teorie alternative sulla reale paternità delle opere di Shakespeare iniziarono a circolare già nel 1700.
Nel corso del tempo sono circolati vari nomi di intellettuali inglesi come veri autori delle opere del Bardo. Chistopher Marlowe, Francesco Bacone, William Stanley, chi per un motivo chi per un altro avrebbero avuto interesse a non svelare la propria identità.

Edward de Vere

Ritratto di Edward de Vere

Nel 2011 "Anonymous", del regista Roland Emmerich, ha portato all'attenzione del grande pubblico una di queste ipotesi romanzesche sviluppata in un film sfarzoso e avvincente.
Secondo questa ipotesi il vero autore delle opere di Shakespeare sarebbe Edward de Vere, XVI conte di Oxford, poeta e uomo di corte della regina Elisabetta.
Il giovane Edward ricevette un'educazione raffinata e completa sotto la guida dei migliori tutori dell'epoca. Studiò lingue straniere, arti, matematica, geografia.
Alla morte del padre da cui, ancora giovane, ereditò titolo e possedimenti, si trovò spesso al centro di intrighi familiari e lotte per il potere interni alla nobiltà e alla corte reale per i quali venne anche arrestato e allontanato per un certo periodo.
Viaggiò all'estero e soggiornò a Milano e a Venezia.
Era un raffinato poeta, appassionato di teatro al punto da sponsorizzare compagnie teatrali.
Tuttavia, alla sua epoca, il teatro era ancora considerato forma di intrattenimento popolare. Scrivere testi teatrali non sarebbe stato considerato conveniente per un uomo della sua levatura. Da qui l'ipotesi che possa aver chiesto all'attore e impresario teatrale William Shakespeare di mettere in scena e attribuirsi la paternità delle sue opere.
Un critico inglese del '700 rilevò sospette analogie stilistiche tra i sonetti di Shakespeare e quelli di Edward de Vere.

Shakespere e Luigi da Porto

Il mistero che ci interessa di più è però come Shakespeare sia venuto a conoscenza del racconto di Giulietta e Romeo.
Confrontando le precedenti versioni della storia appare evidente come il suo testo di riferimento sia "La Historia novellamente ritrovata di Luigi da Porto". La trama delle due versioni è identica. La novella dell'autore vicentino viene però pubblicata nel 1530. Quella di Shakespeare risale al 1594-96. Ben sessanta anni dopo! Ai giorni nostri sarebbe in corso una causa multimilionaria per i diritti d'autore. Ci sono molte cose che necessitano di una spiegazione convincente.

Se vuoi approfondire

Luigi da Porto
Luigi da Porto

Il primo autore che scrisse la storia di Giulietta e Romeo come la conosciamo.

VAI

Shakespeare e il Veneto

Si dice spesso che Shakespeare ambientò molte sue opere in Italia. La verità è però che Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia, Otello, La bisbetica domata, I due gentiluomini di Verona, ruotano attorno a situazioni, eventi e personaggi che hanno come riferimento non la penisola in generale, ma il Veneto della Repubblica di Venezia. Nell'Inghilterra di William Shakespeare i racconti ambientati in Italia erano molto popolari e venivano rappresentati nei teatri con grande successo di pubblico. Spesso, come accadde anche per Giulietta e Romeo, storie italiane venivano adattate per il teatro e messe in scena.
La Venezia del '500, con i pittori, gli architetti, i musicisti, gli scenziati, era guida europea in campo artistico e culturale. Con la sua immensa flotta era una superpotenza navale. Nel 1571 sconfissé a Lepanto l'Impero Ottomano. Gli storici hanno calcolato all'epoca la sola Venezia aveva un PIL superiore a quello dell'intero regno d'Inghilterra.
Shakespeare sembra però conoscere davvero troppi dettagli e dinamiche sociali, storiche, economiche, di luoghi che mai visitò.

Romeo e Giulietta

Se non ricordi più i dettagli della storia di seguito ti proponiamo un breve riassunto. Ti sarà utile in previsione del tuo viaggio a Verona alla scoperta dei luoghi legati alla leggenda.

Ma vediamo la storia che ha reso Verona celebre in tutto il mondo. Shakespeare ci racconta che due famiglie di uguale nobiltà, Montecchi e Capuleti, sono opposte da un'accesa rivalità a causa di antico odio. "Romeo and Juliet" si apre proprio la loro vecchia ruggine. Nella prima scena del primo atto, Gregorio e Sansone, membri della casa Capuleti, si lasciano andare a smargiassate e improperi finché, giunti Abramo e Baldassarre, servi di casa Montecchi, non trovano un pretesto per attaccare briga. Giungono a dar manforte dall'una e dall'altra parte membri di Montecchi e Capuleti, finanche i due capofamiglia, in breve la rissa inizia ad allargarsi ai comuni cittadini. A quel punto entra in scena a sedare la rissa il principe della Scala, signore di Verona. Nelle sue parole di biasimo e condanna della violenza di parte, riecheggia l'eco delle lotte di fazione che hanno insanguinato la città per decenni e il faticoso, ma non ancora consolidato, processo di pace che ha riportato ordine e tranquillità a Verona. Intenzionato a mantenere la pace faticosamente ottenuta, il signore della Scala minaccia le due opposte famiglie con pene severe se fatti simili accadranno nuovamente. A quel punto entra in scena Romeo, giovane di casa Montecchi rimasto fuori dalla rissa. Romeo è un giovane e sensibile adolescente, tormentato da un'infatuazione per Rosalina, passa le sue giornate da solo immerso nei suoi pensieri e nell'indolenza propria della sua età. Dall'altra parte, Giulietta, rampolla non ancora quattordicenne della famiglia Capuleti, sta per essere presentata a Paride, nobile veronese che la chiede in sposa. I due dovranno conoscersi alla festa che tutti gli anni si tiene in casa Capuleti. La svolta si presenta quando un servo illetterato di casa Capuleti, chiede aiuto a Romeo e Benvolio per leggere la lista degli invitati affidatagli dal capofamiglia Capuleti. I due decidono di infiltrarsi nascosti dalle maschere che indosseranno. Romeo, si intrufola assieme a Mercuzio e Benvolio alla festa di casa Capuleti con la speranza di incontrare l'agognata Rosalina oltre alle "più ammirate bellezze di Verona." Alla festa invece Romeo incontra Giulietta ed è amore a prima vista. Romeo bacia Giulietta ed è solo al momento di accomiatarsi i due scoprono di essere in realtà nemici.

Giulietta al balcone

Romeo, ormai folle d'amore, salta il muro che cinge il giardino dei Capuleti e si intrufola all'interno. Gli amici Benvolio e Mercuzio, preoccupati, lo chiamano invano. Romeo nascosto dall'oscurità, scorge Giulietta al balcone che, ad alta voce, confida a se' stessa il suo amore per lui. Romeo si rivela e i due, lei dal balcone, lui giù in cortile, si scambiano struggenti parole d'amore. Travolti dall'improvvisa passione decidono di sposarsi. Il giorno seguente Giulietta manderà un emissario a cui Romeo comunicherà luogo e ora delle nozze. Romeo si confida con Frate Lorenzo, suo confessore e guida spirituale, che acconsente a sposare i due ragazzi nel pomeriggio sperando che ciò possa giovare alla pacificazione di Montecchi e Capuleti e quindi di Verona. giulietta romeo fra lorenzoRomeo comunica il messaggio alla vecchia nutrice mandata da Giulietta a fare da messaggero. Giulietta, con la scusa di andare a confessarsi da Frate Lorenzo si allontanerà da casa e sposerà Romeo. La nutrice torna a casa Capuleti e compie la sua ambasciata.

Romeo sposa Giulietta con l'aiuto di Fra Lorenzo

Quello stesso pomeriggio, seguendo il piano congegnato, Giulietta e Romeo coronano il loro improvviso desiderio di amore e, in segreto, vengono sposati da Frate Lorenzo. Travolti dall'improvvisa passione decidono di sposarsi. Il giorno seguente Giulietta manderà un emissario a cui Romeo comunicherà luogo e ora delle nozze. Romeo si confida con Frate Lorenzo, suo confessore e guida spirituale, che acconsente a sposare i due ragazzi nel pomeriggio sperando che ciò possa giovare alla pacificazione di Montecchi e Capuleti e quindi di Verona. giulietta romeo fra lorenzoRomeo comunica il messaggio alla vecchia nutrice mandata da Giulietta a fare da messaggero. Giulietta, con la scusa di andare a confessarsi da Frate Lorenzo si allontanerà da casa e sposerà Romeo. La nutrice torna a casa Capuleti e compie la sua ambasciata. Quello stesso pomeriggio, seguendo il piano congegnato, Giulietta e Romeo coronano il loro improvviso desiderio di amore e, in segreto, vengono sposati da Frate Lorenzo.

fra lorenzo comunica a Romeo la notizia dell'esilio

In una torrida giornata due nervosi Benvolio e Mercuzio incontrano Tebaldo della famiglia Capuleti che, deciso ad avere ragione dell'intrusione di Romeo alla festa della sera precedente attacca subito briga con il gruppetto. Nonostante l'atteggiamento pacificatore di Romeo che è sopraggiunto nel frattempo, scoppia un parapiglia e la rissa finisce con il ferimento a morte di Mercuzio, parente del principe di Verona. Accecato dalla rabbia per la perdita del caro amico, Romeo scende a duello con Tebaldo e lo colpisce a morte. Giunto sulla scena il signore di Verona e chiesti ragguagli sui tragici eventi, risparmia la vita a Romeo, ma ne decreta l'esilio nella vicina Mantova. Giulietta viene informata dalla nutrice della morte del cugino Tebaldo e della condanna all'esilio di Romeo, ed è presa dalla disperazione. La nutrice, mandata come emissaria, raggiunge Romeo che si nasconde nella cella di Frate Lorenzo e prendono accordi affinché i due giovani sposi possano incontrarsi quella notte. Nel frattempo, a casa Capuleti, ignari di tutto, si stringono accordi per il matrimonio tra Giulietta e il conte Paride. E' l'alba del giorno seguente e Romeo, che è riuscito a passato la notte con la sua Giulietta grazie all'aiuto della nutrice che gli ha permesso di entrare di nascosto nel palazzo dei Capuleti, è costretto ad andarsene. I due, a malincuore, si lasciano. Giunti la madre e il padre di Giulietta, la informano del prossimo matrimonio col nobile Paride. Giulietta, disperata, si rifiuta, scatenando l'ira e gli insulti del Capuleti.

Giulietta è creduta morta

Giulietta, con la scusa della confessione, si reca da Frate Lorenzo per cercare consiglio. Vi incontra Paride, che è là per lo stesso motivo, e lo tratta con freddezza. Rimasta sola con Frate Lorenzo, Giulietta si abbandona alla sua disperazione e determinazione a non sposare Paride. Giulietta è pronta a morire piuttosto che abbandonare Romeo. Deciso ad aiutare Giulietta, Frate Lorenzo escogita il piano per permetterle di fuggire assieme a Romeo. Frate Lorenzo le da' una pozione. giulietta e romeoBevendola Giulietta sembrerà morta, evitando così le nozze con Paride e riuscendo ad allontanarsi dalla sua casa. Nel frattempo frate Lorenzo, con un suo messaggero, invierà a Romeo una lettera nella quale gli spiegherà ogni cosa. Giulietta, sollevata, torna a casa Capuleti e acconsente a sposare Paride. Mentre nella casa si fanno i preparativi frenetici per l'imminente matrimonio, Giulietta, rabbuiata da pensieri macabri, beve la pozione nella consapevolezza di potersi così ricongiungere a Romeo. La mattina seguente, al risveglio della casa, la nutrice scopre il corpo apparentemente esanime di Giulietta e tutti cadono nella disperazione più cupa.

Romeo acquista il veleno dallo speziale

Mantova, Romeo viene informato da Baldassarre della morte di Giulietta. Disperato, Romeo decide di non sopravvivere all'amata. Recatosi da un macilento speziale, acquista un potentissimo veleno e decide di tornare a Verona al tomba di Giulietta. Mantova e quindi recapitare la lettera nella quale frate Lorenzo spiegava ogni cosa a Romeo. Nel cimitero dei Capuleti giunge l'inconsolabile Paride a portare fiori sul sepolcrio di Giulietta. Giunge anche Romeo. Paride lo sorprende e, pensando che sia qui giunto a profanare la tomba dei rivali, lo attacca a duello rimanendo però ferito a morte. Romeo, ignaro di tutto, ammirando la bellezza ancora fresca di Giulietta, beve il potente veleno consegnatogli dallo speziale di Mantova morendo immediatamente.

Romeo e Giulietta muoiono

Giunge frate Lorenzo, entrato nella tomba scopre i corpi esanimi di Paride e Romeo. Giulietta intanto si sveglia. Frate Lorenzo la invita a fuggire ma lei, accortasi della morte di Romeo, non acconsente a lasciare il corpo esanime dell'amato e anzi, vedendo l'ampolla vuota del veleno, bacia le labbra di Romeo sperando di travare anch'essa la morte. Allarmate dal gran trambusto giungono le guardie. Senza esitare Giulietta estrae il pugnale di Romeo e si coplisce. Arrivano anche il Principe di Verona, i Capuleti, padre e madre di Giulietta, i Montecchi e altri. La madre di Romeo è morta nella notte per il dolore dell'esilio del figlio. Incalzato dal Principe della Scala, frate Lorenzo, disperato per le sue responsabilità nella vicenda, racconta quanto accaduto. La versione viene confermata da Baldassare e dal paggio di Paride. Il Principe, che ha perso un congiunto, Paride, negli eventi non può che biasimare ciò che l'odio ha potuto produrre: "Capuleti! Montecchi! Ecco quale punizione è scesa sul vostro odio." Appurata la tragica fine di Giulietta e Romeo, Montecchi e Capuleti, straziati dall'inconsolabile dolore si riappacificano, decidendo di innalzare a Giulietta una statua d'oro che duri quanto la città di Verona, a memoria di questi eventi.

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