Pittura Italiana nelle Collezioni del Museo Puškin

Verona, Palazzo della Ragione
Dal 20 ottobre 2007 al 03 febbraio 2008

Dipinto del Bronzino alla mostra Puškin di Verona

Promozione speciale: visita guidata all'interno della mostra gratuito per chi prenota una visita con guida turistica alla città di Verona.

Per maggiori informazioni:

+39 333 2199 645 info@veronissima.com P.I. 03616420232 C.F. CPPMHL74L13L781C

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Dopo tre anni di intensi restauri sotto la guida del figli d'arte Tobia e Afra Scarpa, riapre il Palazzo della Ragione, l'antico tribunale di Verona, edificio del XII secolo ora divenuto Palazzo delle Esposizioni.

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Palazzo della Ragione a Verona

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Dopo il grande successo de "il Settimo Splendore", evento che ha inaugurato la riapertura del Palazzo della Ragione, il Palazzo delle Esposizioni propone una nuova ed entusiasmante mostra: Pittura Italiana dal '500 al '900 nelle collezioni del Museo Pushkin di Mosca.

La mostra inaugura un grande ciclo di eventi espositivi che nasceranno dall'accordo sottoscritto dalla Fondazione Cariverona, promotrice della mostra, e il Museo di Belle Arti Pushkin di Mosca, quasi una rivincita dopo lo smacco subito da Verona per il mancato accordo per portare parte delle collezioni dell'Hermitage a Castel San Pietro.

La mostra, costituita da 80 dipinti, sarà divisa in varie sezioni che rappresenteranno una straordinaria antologia dell'arte italiana dal Rinascimento fino alla grande stagione del Novecento italiano, passando per l'arte manierista del XVI secolo, la pittura barocca e quella di genere. Saranno esposte opere di Giulio Romano, del Bronzino, la cui Madonna con Bambino e San Giovanni Battista è stata scelta come immagine simbolo della mostra, Lorenzo Lotto, Tintoretto, i veronesi Paolo Caliari e Alessandro Turchi, il Guercino, Guido Reni, Annibale Carracci, il Tiepolo, fino ad arrivare a De Chirico, Achille Funi, Felice Casorati.
Molte di queste opere varcheranno per la prima volta il confine russo dal momento della loro acquisizione.

Creato nel 1898, e arricchitosi delle proprietà nazionalizzate tra il 1924 e il 1930 oltre a importanti trasferimenti dal Museo di Storia, il Museo delle Icone, Museo del Cremlino e dallo stesso Hermitage, il Pushkin di Mosca, è una delle realtà museali più importanti al mondo, con un milione di visitatori l'anno e 580.405 oggetti catalogati in collezioni di archeologia egizia, greca, romana, di numismatica, oltre che naturalmente di pittura e scultura. Un accordo quello stipulato con la Fondazione Cariverona che rappresenta un'occasione unica per la città di Verona.

In occasione della mostra proponiamo vantaggiosi offerte, per adulti e per studenti, che accoppiano il tour all'interno dell'esposizione con il giro città accompagnati da una guida turistica. Un motivo in più per Venire a scoprire Verona e i suoi eventi.

Le Opere

Dipinto del Tiepolo alla mostra Puškin di Verona

Pittura Italiana nelle collezioni del Museo Pushkin mette in mostra, attraverso i suoi 80 capolavori, molti dei quali varcheranno per la prima volta il confine russo dal momento della loro acquisizione, l'evoluzione della pittura italiana dal '500 al '900. La mostra sarà divisa in sezioni che rappresenteranno una straordinaria antologia dell'arte italiana dal Rinascimento fino alla grande stagione del Novecento italiano, passando per l'arte manierista del XVI secolo, la pittura barocca e quella di genere, senza tralasciare la grande pittura veronese.

Il '500

La mostra parte dal '500, che per gli storici, a differenza del '400 ancora collocato nel medioevo, apre l'era moderna. L'Italia si riafferma come guida assoluta in campo artistico, anche se politicamente è ormai avviata al declino e schiacciata dagli stati nazionali europei che vanno formandosi o consolidandosi. Sotto il generico termine "Rinascimento" vengono compresi un gran numero di artisti e stili che in realtà ebbero percorsi e risultati artistici estremamente eterogenei. La prima sezione della mostra, dedicata a questa straordinaria epoca, cerca di dare conto della sua complessità, soprattutto di quella particolare evoluzione che il Rinascimento ebbe nel nord Italia. A differenza della scuola toscana, e più in generale del centro Italia, più attenta alla precisione del disegno e della costruzione prospettica, le scuole lombarda e soprattutto Veneziana, si concentrano maggiormente sul colore, sulle tonalità, sul chiaroscuro, tendenza inaugurata da Giovanni Bellini e che passando per Paolo Veronese, matura con Tiziano e Tintoretto. Pur non tralasciando la scuola centro-italiana, con una Dama allo Specchio di reminiscenze Raffaellesche di Giulio Romano, autore a metà strada tra le due tradizioni e la Sacra Famiglia del Bronzino, il Rinascimento nord italiano è ben rappresentato con un importante Compianto sul Cristo morto di Cima da Conegliano, la Madonna del Latte di Lorenzo Lotto, il Veronese (Minerva, Resurrezione di Cristo), da ammirare anche a Castelvecchio e nelle chiese cittadine, e un Ritratto di Giovane del Tintoretto.

Il '600

Per quanto anche chi non è un esperto d'arte sia in grado di elencare un buon numero di artisti rinascimentali, per quanto riguarda il '600, l'unico nome che viene in mente a tutti è quello di Caravaggio. Il '600 è un secolo che non solo in arte, ma anche in storia, si tende ad obliare, anche a causa di quel lento e inesorabile declino che colpì l'Italia, portandola dopo più di tre secoli di centralità sulla scena europea, sempre più ai margini della "Storia". Nonostante la decadenza a volte anche molto sfarzosa di Venezia e Firenze, Roma, a seguito dei nuovi dettami della controriforma anche in campo artistico, diventa il centro di una vera e propria rivoluzione nel modo di dipingere dove confluiscono pittori da tutta Italia. Pittori come il bolognese Guido Reni, uno dei più raffinati ed eleganti di tutta la storia dell'altre, presente in mostra con Giuseppe e la moglie di Putifarre e Santa Veronica o il visionario Guercino (Allegoria della Fede, San Sebastiano).

Il '700

Il '700 è il secolo che segna l'inesorabile declino politico e anche sociale dell'Italia che pure, in campo artistico mostra ancora un'indomita originalità e complessità. Da un lato la "frivola" cultura dell'apparente benessere del Rococò che trova negli ariosi virtuosismi del Tiepolo, in mostra con La morte di Didone, la sua massima espressione in campo pittorico. Dall'altra, l'Italia diviene sempre più spesso meta di quel Gran Tour che i pimi turisti del nord Europa compiono nel nostro paese alla ricerca della grandezza del suo passato e delle ombre del Rinascimento. L'Italia diventa sempre più quel "paese da cartolina" e di grandiose rovine raffigurato nelle splendide vedute del Pannini (Interno della basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma, Interno della basilica di San Giovanni in Laterano a Roma), del Canaletto (Veduta della laguna con la chiesa di Santa Maria delle Vergini dal Campo San Pietro di Castello, Veduta della laguna e dell’Arsenale dal Campo San Pietro di Castello) o del Bellotto (Veduta di Pirna con la fortezza di Sonnenstein, Piazza Rotonda con veduta del Pantheon).
Con il '700 si assiste poi alla nascita della pittura di genere, dalle bizzarre e visionarie scene di Alessandro Magnasco (La mensa delle monache, e Baccanale), alle scene di vita quotidiana e ai ritratti di Giuseppe Maria Crespi (Ritratto di giovane signora).

Dipinto di Magnasco alla mostra Puškin di Verona

L'800

Il XIX secolo è rappresentato da uno dei fasti napoleonici di Andrea Appiani.

Il '900

dipinto di Sironi alla mostra del museo Puskin a Verona Messo in ombra dalle esplosioni, a volte degenerazioni, delle avanguardie d'oltralpe, dall'astrattismo seguito poi dagli innumerevoli -ismi del dopoguerra e d'oltreoceano, il Novecento italiano è passato spesso in secondo piano nella storia dell'arte. Fortunatamente negli ultimi anni si è assistito a una progressiva rivalutazione di un periodo molto vitale e significativo grazie all'opera di figure come Giorgio de Chirico (Grande Torre, Donne Romane), Felice Casorati (Fanciulla nello studio dell'artista), Achille Funi (Rebecca al pozzo) o Gino Severini (Testa), autori che hanno saputo esprimere, seppur con una composta pacatezza, i conflitti, le tensioni, i sentimenti, di un secolo così complesso e drammatico come quello da poco trascorso.

In occasione della mostra proponiamo vantaggiosi offerte, per adulti e per studenti, che accoppiano il tour all'interno dell'esposizione con il giro città accompagnati da una guida turistica. Un motivo in più per Venire a scoprire Verona e i suoi eventi.

Info e prenotazioni:

+39 333 2199 645 info@veronissima.com P.I. 03616420232 C.F. CPPMHL74L13L781C